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Les Soirees

LES SOIREES. Les Soirées sont des rencontres avec les populations pour les connaître et pour se faire connaître. Avec ces spectacles, les Nomadelfes portent l'évangile sur la place publique, en tant qu'individus et en tant que peuple qui témoigne de sa propre vie. Avec un moment de réflexion sur la proposition de Nomadelfia à travers un film et un discours sur le thème "l'évangile est le code de la vie", on offre deux heures de joie avec des danses et des figures acrobatiques exécutées par des enfants et des jeunes.

Nées en 1966 quand le père Zeno propose aux Nomadelfes, papas, mamans et enfants d'aller, durant la période de vacances, se recréer, avec le peuple, en le recréant, les Soirées ont eu plus de 900 représentations dans les villes et les régions de toute l'Italie, et quelques unes même à l'étranger.

Le 12 août 1980 à Castelgandolfo, une Soirée a été présentée au Pape Jean Paul II.

 

LA TOURNEE commence habituellement en juillet, et suit un calendrier fixé à l'avance.

Des Soirées hors programmes sont demandées dans les prisons, les maisons de repos, les hôpitaux psychiatriques.

La moitié de la population environ, s'en va: les enfants et les jeunes partent tous, les adultes sont à disposition.

Les Nomadelfes se logent dans une localité, dans une école ou un institut mis à leur disposition, et présentent les Soirées dans les localités voisines. Ensuite, ils se déplacent dans une autre région.

Quelquefois, ils sont invités dans les familles, et d'autres fois, ce sont les gens qui viennent les voir là où ils logent, pour les connaître.

 

L'ORGANISATION. Dans les soirées, il y a du travail pour tous. Pour le montage des installations, les Nomadelfes sont divisés en petites équipes, chacune avec ses propres taches: publicité, relations publiques, chargés de la scène, du son, de l'électricité, des fauteuils, des costumes, de la presse, des reprises cinématographiques, du nettoyage de la place.

A la fin de la Soirée, les publications sur Nomadelfia sont distribuées.

Celui ou celle qui laisse son adresse recevra la publication mensuelle "Nomadelfia est une proposition".

Le spectacle est gratuit pour donner à tous, sans distinction aucune, la possibilité de participer.

 

UN DON AU PEUPLE. Il ne s'agit pas seulement d'un effort d'organisation, mais d'un témoignage de fraternité et d'unité que Nomadelfia donne au peuple, et que celui-ci sait cueillir au delà de tout ce qui est spectacle.

Il musical

 

“Iragazzi di don Zeno” è una commedia musicale frutto di un laboratorio teatrale tenuto all’interno della comunità di Nomadelfia, che ha coinvolto giovani, bambini a partire dalla prima media. I ragazzi di don Zeno, appunto, che di volta in volta raccontano in prima persona, evocano o drammatizzano la storia avventurosa del fondatore di Nomadelfia e della comunità, dagli inizi ad oggi, attraverso quasi un secolo di storia. E’ uno spettacolo fortemente corale, in cui s’intrecciano le tante voci dei primi figli strappati dal riformatorio negli anni ’20, delle prime “mamme di vocazione” negli anni ’40, delle vittime della guerra, delle prime coppie di sposi negli anni ’50, e così via fino ad arrivare ai figli di oggi, gli stessi attori della commedia. “I ragazzi di don Zeno”, mescolando varie forme di teatro popolare, dalla commedia dell’arte alla moderna commedia musicale, e ispirandosi soprattutto alle intuizioni del teatro epico brechtiano, concilia divertimento e riflessione e di essere spettacolo di popolo per il popolo.

 

Le Interviste

 

Don Zeno era un uomo coraggioso, di spiccata personalità e di grande schiettezza. Fondamentale per la sua dignità di uomo è stata la coerenza tra gli ideali e il vissuto quotidiano. Nomadelfia sta realizzando il musical grazie alla grande professionalità e disponibilità di Franca de Angelis per la sceneggiatura, Anna Cianca alla regia, i coreografi Sarah Lewis e Pierluigi Grison e tanti altri.

 

A Franca, che già in passato ha scritto la sceneggiatura per RAIfiction con “Don Zeno, l’Uomo di Nomadelfia” abbiamo chiesto:

Come mai lungo tutto lo svolgimento del musical il personaggio don Zeno cambia spesso attore fino a tornare bambino alla fine della storia?

Ci sono due ragioni per questa scelta. Una è una questione puramente logica. Non volevamo dare ad un’unica persona il peso di un personaggio così importante che stava in scena per così tanto tempo. La seconda ragione è che noi volevamo ribadire fortemente nello spettacolo il fatto che c’è tutta una comunità che ha preso in eredità l’anima di don Zeno. Anna (regista), che non vi conosceva, disse: “io sento che c’è qualcosa del fondatore in ciascuno di loro”. Volevamo sottolineare questo…

 

E poi perchè alla fine della storia don Zeno torna bambino?

Anche questo ha tante ragioni. Un po’ ci piaceva il fatto di dare alla fine l’immagine che aveva ispirato don Zeno per i “gruppi familiari” far vedere questa festa del nonno, l’immagine della famiglia allargata non come partenza dello spettacolo ma come arrivo.

 

Anna Cianca, ha invece sottolineato che questo è un progetto ambizioso, il lavoro c’è ed è un bellissimo scambio.

È una bellissima esperienza, sono sorpresa. I ragazzi non sono professionisti ma l’entusiasmo, l’energia e la passione è quella dei professionisti, a volte anche di più. Lo spettacolo è una messa in scena molto ambiziosa, credo che neanche più a Brodway si facciano dei musical con 87 attori.

 

A Pierluigi Grison coreografo abbiamo chiesto:

quale contributo può dare alla comprensione della recita la danza e il lavoro sull’insieme?

Il mondo della coreografia è il mondo delle emozioni che si porta a fior di pelle. Nel caso di questo spettacolo, si dà un vestito estetico a qualche cosa che ha già un valore come messaggio, come parola, come testo, come contenuto. Ha già valore di per sé. Non avrebbe bisogno di essere messo in scena per acquistare valore. Se mai è la scena che acquista valore perchè il valore prima è nella storia di don Zeno, nella storia di Nomadelfia, nella storia di tutti gli abitanti attuali. Però è comunque una cosa bella poterlo rendere in uno spazio di tempo determinato in modo da farlo conoscere di più, al di fuori e nel modo giusto.

 

 

La storia di don Zeno è molto legata alla scena, alle emozioni trasmesse attraverso la danza, e le immagini. Infatti egli era convinto che questo modo di portare dei messaggi fosse molto più efficace di un discorso o un libro, perchè più immediato. Don Zeno diceva che era importante appropriarsi di questi mezzi per portare un messaggio positivo. Secondo te questo sta accadendo oppure certe volte si ha paura di essere tacciati di integralismo e quindi, si tende a fare anche spettacoli un po’ ambigui da parte dei cattolici?

E’ vero che c’è questo andazzo oggi, dove si tende ad annacquare tutto. C’è una evoluzione anche nel campo dell’arte, però il messaggio deve essere genuino. Ad esempio quando noi leggiamo il Vangelo il messaggio è quello ed è proprio perchè è così che noi siamo captati e affascinati. Magari uno rimane scosso e lì per lì dice “no, questo è troppo per me” ma intanto gli hai dato il contenuto vero, intero, e magari quella cosa lavora e se la riguarderà dopo qualche tempo. Il danno maggiore non è tanto il coraggio o il non coraggio di testimoniare, il danno maggiore lo facciamo a noi stessi che abbiamo diluito il contenuto che ci ha attirato ad una vita così; è quasi più un danno verso se stessi che verso gli altri. Più viviamo più siamo credibili, ma non dobbiamo rimanere nascosti, dobbiamo dire “oh, ci siamo anche noi” e facciamo questo, e siamo così, e siamo in tanti.

 

L'umanità presa nel suo insieme, a qualunque stirpe essa appartenga, nell'intimo segreto del suo cuore, soffre una comune mancanza e vive un solo desiderio: la completa conquista del bello, del giusto, del buono.

Don Zeno 09/03/1941

Visites et rencontres

10.000 visiteurs par an

 

Pendant l'été, les Nomadelfes portent leurs Soirées sur la place publique pour rencontrer le peuple

 

De nombreuses rencontres avec les écoles, paroisses et associations

 

"Apostolat de peuple"

 

 

 

Nomadelfia ne vit pas pour elle même, mais pour les autres. Elle est ouverte sur la société, puisqu'elle s'en intéresse concrètement en prenant soin, en particulier, des mineurs abandonnés, et créant diverses initiatives d'apostolat pour diffuser son message de fraternité, adressé à tous, croyants et non croyants.

 

LES VISITEURS. Elle est ouverte à tous et reçoit chaque année 10.000 visiteurs environ, accompagnés de Nomadelfes mis à leur disposition pour en illustrer la structure et la finalité.

Certains demandent à rester pour quelques jours et sont invités dans des groupes familiaux, en participant à la vie quotidienne de la communauté.

 

LES RENCONTRES. Les demandes de rencontres sont nombreuses, dans les écoles, les paroisses, ou auprès d'associations de toute l'Italie désireuses de connaître l'expérience de Nomadelfia.

 

 

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