Cos'è Nomadelfia

Un popolo di volontari cattolici che vuole costruire una nuova civiltà fondata sul Vangelo.

 

Come le prime comunità cristiane.

 

270 persone - 50 famiglie.

 

4 kmq vicino a Grosseto.

 

Fondata da don Zeno Saltini (1900-1981). Nel 1931, diventando sacerdote, si fa padre di un giovane che esce dal carcere. Da allora quasi 5.000 figli sono stati accolti nelle famiglie di Nomadelfia.

 

Tutti i beni sono in comune.

Non esiste proprietà privata, non circola denaro

 

Si lavora solo all'interno e non si è pagati

 

Le famiglie sono disponibili ad accogliere figli in affido

 

5 famiglie insieme formano un "gruppo familiare"

 

Le scuole sono interne e l'obbligo scolastico è stato portato a 18 anni

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La storia

 

Padre e fondatore di Nomadelfia è don Zeno Saltini.

 

30 AGOSTO 1900. Zeno Saltini nasce a Fossoli di Carpi (MO), in una famiglia patriarcale.

 

1914 - IL RIFIUTO DELLA SCUOLA. A 14 anni e mezzo Zeno rifiuta di continuare gli studi, affermando che a scuola insegnano cose che non incidono nella vita, e va a lavorare nei poderi della famiglia. Vive in mezzo ai braccianti, conosce le loro miserie e ne condivide le giuste aspirazioni.

 

1920 - "CAMBIO CIVILTÀ' ". Soldato di leva nella caserma del III Telegrafisti a Firenze, ha uno scontro violento, lui cattolico, con un amico anarchico alla presenza degli altri soldati. L'anarchico sostiene che Cristo e la Chiesa sono di ostacolo al progresso umano.

Zeno sostiene il contrario, pur riconoscendo che i cristiani sono in gran parte incoerenti. Ma l'anarchico è istruito e lui no. Tra i fischi degli altri soldati, Zeno si ritira da solo e decide: "Gli risponderò con la mia vita. Cambio civiltà cominciando da me stesso. Per tutta la vita non voglio più essere né servo né padrone".

Decide di studiare legge e teologia, mentre continua a dedicarsi ad attività di apostolato ed al recupero di ragazzi sbandati. Si laurea in legge presso l'Università Cattolica di Milano.

Aveva intenzione di difendere come avvocato coloro che non potevano pagarsi un difensore; ora però si rende conto che la sua missione è di prevenire che cadano in disgrazia: decide di farsi sacerdote.

 

1931 - SACERDOTE - IL PRIMO FIGLIO. Celebra la sua prima Messa nel duomo di Carpi e all'altare prende come figlio un ragazzo di 17 anni appena uscito dal carcere: Danilo.

 

1941 - LA PRIMA MAMMA.

A S. Giacomo Roncole, vicino a Mirandola (MO), don Zeno accoglie come figli altri fanciulli abbandonati e fonda l'Opera Piccoli Apostoli. Ha giurato sull'altare che mai avrebbe fatto un collegio.

Scoppia la seconda guerra mondiale.

Nel 1941 una giovane studentessa, Irene, scappa da casa e si presenta a don Zeno dichiarandosi disposta a far da mamma ai Piccoli Apostoli.

Don Zeno, con l'approvazione del vescovo, le affida i più piccoli e nasce con lei una maternità nuova, virginea. Altre giovani donne la seguono, sono le "mamme di vocazione".

Alcuni sacerdoti si uniscono a don Zeno e danno inizio ad un clero comunitario.

 

1943-1945. LA RESISTENZA. Con l'armistizio dell'8 settembre 1943 i tedeschi occupano l'Italia.

Don Zeno, che aveva preso più volte posizione contro il fascismo, la guerra e le leggi razziali, parte per il Sud. Alcuni figli lo seguono per sfuggire alle deportazioni in Germania.

A S. Giacomo l'Opera è duramente perseguitata e si tenta di disperderla.

Diversi giovani Piccoli Apostoli entrano nelle formazioni partigiane, mentre alcuni sacerdoti P.A. contribuiscono all'organizzazione della resistenza e aiutano centinaia di ebrei e di perseguitati politici a raggiungere la Svizzera con documenti falsi. Sette Piccoli Apostoli perdono la vita per la riconquista della libertà.

 

1948 - NASCE NOMADELFIA. Dopo la fine della guerra, nel 1947, i Piccoli Apostoli occupano l'ex campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, per costruire la loro nuova città. Abbattono muraglie e reticolati, mentre accanto alle famiglie di mamme di vocazione si formano le prime famiglie di sposi, che chiedono a don Zeno di poter accogliere i figli abbandonati, decisi ad amarli alla pari di quelli che nasceranno dal loro matrimonio.

Il 14 febbraio 1948 approvano il testo di una Costituzione che verrà firmata sull'altare. L'Opera Piccoli Apostoli diventa così Nomadelfia, che significa dal greco: "Dove la fraternità è legge".

 

1950 - IL MOVIMENTO DELLA FRATERNITÀ UMANA. Nel 1950 Nomadelfia propone al popolo un movimento politico chiamato "Movimento della Fraternità Umana", per abolire ogni forma di sfruttamento e per promuovere una democrazia diretta. Ma l'ostilità delle forze politiche al governo e di alcuni ambienti ecclesiastici blocca l'iniziativa.

I nomadelfi sono 1150, dei quali 800 figli accolti (molti dei quali bisognosi di cure particolari) e 150 ospiti senza casa e senza lavoro. La situazione economica diventa sempre più pesante. Sfruttando questo pretesto si tenta di sciogliere Nomadelfia.

 

1952 - LO SCIOGLIMENTO. Il 5 febbraio 1952 il Sant'Ufficio ordina a don Zeno di lasciare Nomadelfia. Don Zeno ubbidisce. Costretti ad abbandonare Fossoli, i nomadelfi si rifugiano a Grosseto, su una tenuta di diverse centinaia di ettari da bonificare, donata da Maria Giovanna Albertoni Pirelli, dove vivono in gran parte sotto le tende.

Pur lontano dai figli, don Zeno cerca di provvedere alle loro necessità, e sempre più spesso deve difenderne in tribunale alcuni che, strappati alle famiglie di Nomadelfia, sono ricaduti nella malavita.

 

1953 - LA LAICIZZAZIONE PRO GRATIA. Chiede perciò al Papa di poter rinunciare temporaneamente all'esercizio del sacerdozio per tornare alla guida dei suoi figli. Nel 1953 Pio XII gli concede la laicizzazione "pro gratia". Depone la veste, torna fra i suoi figli. I nomadelfi dopo la dispersione sono circa 400.

 

1962 - LA "SECONDA" PRIMA MESSA. Nel 1954 don Zeno crea i "gruppi familiari". Nel 1961 i nomadelfi si danno una nuova Costituzione come associazione civile, e don Zeno chiede alla Santa Sede di riprendere l'esercizio del sacerdozio. Nomadelfia viene eretta in parrocchia e don Zeno nominato parroco.

Il 22 gennaio 1962 celebra la sua "seconda prima messa".

Nel 1965 don Zeno propone ai nomadelfi una nuova forma di apostolato: le "Serate di Nomadelfia", uno spettacolo di danze.

Nel 1968 inizia la pubblicazione del mensile "Nomadelfia è una proposta".

Nello stesso anno i nomadelfi ottengono dal Ministero della Pubblica Istruzione di educare i figli sotto la loro responsabilità, nella propria scuola interna.

12 AGOSTO 1980. I nomadelfi presentano a Giovanni Paolo II, nella villa di Castelgandolfo, una "Serata". E' presente tutta la popolazione di Nomadelfia. Il Papa dice tra l'altro: "Se siamo vocati ad essere figli di Dio e tra noi fratelli, allora la regola che si chiama Nomadelfia è un preavviso e un preannuncio di questo mondo futuro dove siamo chiamati tutti".

 

15 GENNAIO 1981 - LA MORTE DI DON ZENO. Pochi mesi dopo don Zeno, colpito da infarto, rivolge ai nomadelfi le ultime parole prima dell'agonia: si può considerare il suo testamento.

Muore in Nomadelfia il 15 gennaio 1981, mentre il Papa riceve una delegazione di nomadelfi insieme ai quali prega per lui e invia la sua benedizione.

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