Il 14 febbraio 1948, dopo 10 giorni di Assemblea Costituente, i Nomadelfi firmarono la Costituzione di Nomadelfia sull’altare. Firmarono anche i minorenni. Tutti insieme divennero i fondatori della Città di Nomadelfia, nome coniato per l’occasione, con il desiderio che la fraternità sia la legge della vita. è così che l’ex campo di concentramento di Fossoli, da luogo di morte diventava il luogo della vita. Pochi giorni dopo, l’8 marzo, più di cento bambini e ragazzi provenienti dal brefotrofio di Roma vengono accolti a Nomadelfia.

La Costituzione inizia così: Nel nome di Cristo Salvatore, i “Piccoli Apostoli” si stringono nell’unum evangelico e fondano la città di Nomadelfia.

Ecco alcune parole che don Zeno ha espresso nell’occasione. 

Il mondo ci guarda.  Chi non ha mai chiamato Mamma venga qui e la chiami; da qui si corre a cercare chi è senza Mamma, gridando, perché ogni donna che ha un utero, una mammella, un animo femminile deve sentire la maternità.

Dando ai fanciulli la maternità e la paternità diamo la fraternità al mondo, “l’Unum” perché nessuno sarà escluso da questo amore. Questa è una sentenza data al mondo e al suo sistema sociale egoista: siamo fratelli, viviamo nella giustizia di fratelli. È una cosa che nessuna mente umana può esprimere; ma c’è un solo modo di dire e predicare questa legge: attuarla a tutti i prezzi e a tutti i costi.

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