Con una riflessione di don Zeno, padre e fondatore, il popolo di Nomadelfia ti rivolge i suoi migliori auguri di un Santo Natale!

SIAMO INVITATI DA CRISTO A VEDERE CON I SUOI OCCHI

Siamo invitati da Cristo stesso a vedere con i suoi occhi; Lui che è universale vede anche la vittima fino ai punti più estremi della terra: ha presenti tutti. Ma a che cosa volete credere? Alla nostra forza personale? Non ne abbiamo. Al nostro cuore? È egoista, egocentrico, perché accentra in sé tutto quello che succede attorno a lui. Noi dobbiamo vedere il Natale nel fondo della sofferenza umana come punto di partenza per una rigenerazione del mondo in noi stessi.

IL MATERIALISMO STA AVANZANDO TRAVOLGENTE E MORTALE

Questo affanno, questo correre, questo lamentarsi di continuo non è da Dio; questo non è il nostro Natale. Le anime di Dio non possono lamentarsi. Di che cosa essere tristi? Perché? Ma se avete incontrato Cristo, avete incontrato un amico, un divino amico: perché vi rattristate? Perché c’è da tribolare? Che cos’e questo tribolare? Volete fare i signori? Perché se vi incontrate con un’altra anima che ha bisogno del vostro affetto, del vostro amore invece voi non glielo volete dare? Ecco il nostro Natale! Ecco la paurosa situazione nella quale si trovano milioni di cristiani oggi, mentre sta avanzando come una valanga travolgente e mortale il materialismo. Noi cristiani siamo tristi, perché non siamo lieti della nostra posizione di cristiani e ammiriamo i trionfi di un mondo che cammina distruggendo le anime e i popoli portandoci forse alle catacombe. Se non cerchiamo di vivere nell’anima nostra il Natale di cui parlo io, perdiamo il tempo.

SIAMO POVERE CREATURE MA CHIAMATE A FARE UNA COSA GRANDE

Vi assicuro che questa festa, come la facciamo noi e come si fa un po’ dappertutto, per me non è mai stata una grande letizia. Ma noi andiamo a quel Natale e ritroveremo l’immensa gioia di essere quelli che dobbiamo essere, oppure siamo destinati a soffrire per tutta la vita una vita che non è la nostra, una tristezza che non è nostra, ma che deriva da un rifiuto. Deriva dal fatto di essersi voltati indietro mentre abbiamo posto mano all’aratro. “Chiunque mette mano all’aratro e si volta indietro, non è adatto per il regno di Dio “. (Luca 9,62). Siamo povere creature, sì, ma Dio ci ha chiamati a fare una cosa che è grande e che dobbiamo fare a tutti i costi. Pregate Gesù Bambino che vi illumini, pregate la Madonna che ha provato tutta questa tristezza, questo freddo, questo deserto, di essere consapevole che Lei diventava la Madre di Dio e del Redentore e la gente non l’ha voluta ospitare, mandandola in una stamberga lurida, sporca, puzzolente, fredda. Provate a chiedere alla Madonna che vi illumini, che vi faccia sentire per un attimo quella tristezza, quella amarezza, quel pianto! Pregate.