La primavera è alle porte. Nelle colline della Maremma la natura sembra già cantare vittoria sul gelo dell’inverno ormai alle spalle. Non sono mancate le difficoltà e gli imprevisti nella vita della grande famiglia di Nomadelfia. I programmi si fanno, ma sono sempre seguiti da un grande punto interrogativo.

La scuola familiare, nonostante qualche interruzione, continua a portare avanti la sua attività didattica ed educativa. Le aziende prestano ogni giorno il loro servizio per il bene di tutti. L’attenzione alle situazioni di fragilità del territorio non si è spenta, ma è cresciuta in questo periodo di chiusura, con la distribuzione di pacchi viveri e di mascherine.

In questi giorni sono iniziate le prime vaccinazioni destinate alle persone più anziane.

La grande novità è la chiusura. Ci troviamo infatti nell’impossibilità di accogliere in casa le persone, gli ospiti che attorniavano Nomadelfia in circa 10.000 ogni anno. E nell’impossibilità di andare in mezzo al popolo per portare un messaggio di speranza e fraternità nelle piazze d’Italia attraverso le danze, con le Serate di Nomadelfia.

Ma la chiusura è solo apparente. Attualmente queste forme di testimonianza non sono possibili. Nomadelfia si sta interrogando seriamente per cercare altre strade. Se le porte devono rimanere chiuse, occorre allargare il cuore.

La piccola Nomadelfia non si è arresa, continua il suo cammino, silenziosa, nella certezza che il Signore prepara una strada nuova per coloro che si affidano a Lui.