La pace nasce dalla giustizia. Non è sufficiente sperare nella pace, occorre rivedere se stessi e impegnarsi per costruire insieme agli altri una società più giusta. Con un pensiero di don Zeno del 1° gennaio 1963 facciamo a tutti tanti auguri per il nuovo anno!

“Oggi è il primo dell’anno, cioè la terra ha compiuto un suo giro attorno al sole, e sono passati in questo giro 365 giorni e 6 ore circa. Noi siamo nati e non è che possiamo riprendere da capo il nostro giro, noi non abbiamo un giro attorno a qualche cosa, non abbiamo un giro di rotazione per finire in noi stessi, noi camminiamo nel tempo, ma andiamo verso la vita eterna. Siamo nati per passare, attraverso la morte, nella vita eterna. E, dopo la nostra morte, il giudizio.

Qualsiasi opera che noi facciamo in questo tempo, in questa vita, è giudicata da Dio. Se noi offendiamo una persona, noi offendiamo Dio; se noi facciamo del bene a una persona, noi facciamo del bene al cuore secondo Dio; se noi siamo ingiusti, noi siam giudicati ingiusti da Dio; se noi siamo giusti, siam giudicati giusti da Dio. Qualsiasi momento della nostra esistenza è giudicato.

Il primo dell’anno ci fa pensare che la vita passa. Abbiamo noi qualche persona che non amiamo sulla terra? Noi davanti a Dio siamo degli omicidi. Non dice: “Chi odia è omicida. Chi non ama è omicida”. È colpevole di aver ucciso nell’anima il fratello, perché siamo figli di Dio.

Il primo dell’anno è un giorno nel quale si può fare questa considerazione: “Cosa facciamo qui sulla terra? Che cosa stiamo facendo?” Ci alziamo al mattino, si mangia qualche cosa se ce n’è, poi si lavora; viene mezzogiorno, viene fame un’altra volta, si mangia, si lavora; viene sera, si va a letto, si dorme; al mattino ci si sveglia, ci si alza, si lavora, ecc. e si cresce. Si cresce negli anni, cioè non è che si cresce: si fa così, poi si torna così, e si muore.

Siamo noi corresponsabili del bene che si fa nel mondo, del bene e del male. Non possiamo dar la colpa… a chi? A chi diamo noi la colpa del male che succede al mondo? A noi!

Quando gli uomini avranno capito che ciascuno è responsabile, corresponsabile dei mali sociali, allora il mondo cambierà. Ma, fino a quando ciascuno crede di essere vittima, lui, del male degli altri, il mondo non cambierà mai. Sta qui il cristianesimo: di vedere che noi siam figli di Dio, che siam sulla terra di passaggio, che se anche, come gli animali, mangiamo, beviamo, dormiamo, tuttavia abbiamo uno spirito, che non è più perché si mangi, perché si dorma, perché si lavori. Il nostro spirito è la ripetizione di Dio sulla terra. E noi, quindi, mentre diciamo “il primo dell’anno”, noi dobbiamo oggi stesso fare il nostro proposito che dev’essere questo: “Io sono un figlio di Dio, io sono creatura di Dio, io passo sulla terra e sarò giudicato. Se sarò stato giusto sarò tra i giusti e avrò la vita eterna; e se non sarò stato giusto, io sarò condannato“.