Bombardati da notizie drammatiche, allarmanti, chiusi tra quattro mura, costretti ad una vicinanza forzata, siamo impauriti, smarriti. I giornali, i media ci parlano anche dei “santi della porta accanto”. Molto è cambiato e molto cambierà. noch la speranza brilla. Non lasciamoci rubare questo sogno che tutti abbiamo, di una vita più bella, più buona e fraterna. Ci troviamo a riflettere su valori che prima non apprezzavamo, erano come assopiti, soffocati dalla vita frenetica. Con questo spirito vogliamo condividere alcuni pensieri che ci sono pervenuti da amici e figli, possono essere uno stimolo alla riflessione ed alla condivisione per sentirci più vicini.

io infermiera oggi sono a casa.

Assaporo ogni angolo, spalanco le finestre alla ricerca di aria e luce….è tutto così bello, chiudo gli occhi e sento il vento fresco sul viso…sorrido e mi godo questo momento come unico visto che tra poche ore vado in battaglia. Tutto avrei pensato nella vita ma mai mi sarei immaginata di trovarmi in questo tsunami….mai avrei pensato che mi potesse mancare L’ARIA come in questi giorni….non l’aria di chi è chiuso in casa e non può uscire.  Manca l’aria perché è impossibile respirare, bardata dalla testa ai piedi con tuta integrale, cuffia, calzari, maschera, occhiali, visiera e tre strati di guanti da far fatica a muovere le mani….manca la voce perché per comunicare con il collega devo urlare …bruciano forte gli occhi per la troppa candeggina sparsa ovunque…. Insieme, uniti come una grande famiglia soffriamo e affrontiamo questo momento che ha del surreale. Il volto è segnato dalla stanchezza e dai dispositivi che una volta usciti e rimossi preghiamo in cuor nostro che abbiano fatto il loro dovere. E poi ci sono loro…i nostri pazienti che gridano il nostro aiuto, che cercano conforto nei nostri gesti. Sono spaventati,  si vedono circondati da persone coperte e quasi invisibili,  c’è chi è sedato e non si rende conto di niente chi invece vede e sente tutto.  Hanno solo noi, nessuno può entrare…i parenti, i figli, gli amici, sono a casa in attesa di avere notizie positive.

Ho sempre amato il mio lavoro ma oggi più che mai dico ad alta voce che sono orgogliosa di quello che faccio, rischio la vita tutti i giorni ma niente mi ferma perché l’amore per il prossimo è più forte della paura.    C.  (GR)

sono dentro casa… 

guardo al di là del vetro per cercare uno sguardo uguale al mio nel quale perdermi…ci abbracciamo con gli occhi ed è subito un raccontarsi di paura, speranza, angoscia, solitudine. abbiamo imparato una nuova lingua e questa volta è per tutti” C.(BO)

"c'è il sole,  apro gli occhi e non li chiudo più
ci si corre dietro in una luce quasi da candela                      
però diurna, che scalda                                                         
come se il freddo fosse ormai un ricordo 
si è svegli, finalmente
ci si accorge di accorgersi 
è una corsa a favore del tempo 
ci è sempre sembrato di esser fermi 
dove non si muovono i piedi, scorre rapido il vento
noto le dimensioni, nuoto in una piscina,
per me è il mare
tutto è aperto, certezza che non si chiuda più
e tutto mi è libertà"     L. (BO)                                     

….Casa luogo spesso abitato esteriormente, dove si va e si viene, dove spesso si prende, e poco si dona.
Casa dove tutto si da per scontato: il tempo donato, il cibo preparato,
Casa quanto  ancora puoi  insegnarci in questo tempo di pandemia
Prima fra tutte sarebbe auspicabile il ritorno all’uomo interiore capace di guardare in profondità le relazioni, rimparare l’arte della pazienza, la bellezza della condivisione, lo scambio della comunione.
Il momento della preghiera insieme ora più che mai nei momenti di fatica e in quelli di gioia.
Casa luogo dove tutto prende vita: l’amore, il dolore, la passione.
Quanto sarebbe bello… ora e soltanto ora, .. in questo momento di fatica e di dolore riscoprire la bellezza di essere famiglia

 O. (RM)