Vogliamo riflettere con questo pensiero di don Zeno pronunciato il 24.03.1967 che ci sembra molto attuale.

È in tutti, è crocifisso in tutti. Forse che noi non soffriamo qualche cosa tutti? Forse che nelle famiglie le cose vanno bene? Chissà quante sofferenze! E adesso il mondo è un po’ in guerra, un po’ in rivoluzione, un po’ in disagio: va cercando qualche cosa. Questi giovani che abbandonano la fede, abbandonano tutto. Dov’è Cristo? È in loro, crocifisso in quelli che lo abbandonano: “Ero io in loro”. Potrà dire a noi: “Avevo perso la fede. Bestemmiavo, commettevo atti impuri, andavo a donne, ne combinavo di tutti i colori e tu non ti sei mai interessato di me. Hai sempre detto che sono un lazzarone. Ero io in lui”.

Allora perché non vedere in loro il Cristo crocifisso? In croce, sofferente e lacrimante? Il Figlio di Dio che vede le sue creature in queste condizioni?

E allora noi ci plasmiamo, noi ci trasformiamo così, noi in una notte come questa, in una ricorrenza come questa, noi dovremmo uscire proprio vivi di aver abbracciato Cristo in noi e vederlo negli altri, in tutti.