Il bene è sempre nuovo, sempre fresco. È importante nella vita quotidiana saperlo vedere, apprezzare e cogliere come un dono.

Questa frase del vangelo di Matteo che ci ha ricordato, incontrandoci, il vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi, può essere la sintesi del mese di apostolato estivo trascorso in Romagna dal 20 luglio al 21 Agosto 2019. Portando nelle piazze di varie città una proposta di vita fraterna attraverso le Serate, i figli e genitori di Nomadelfia si sono sentiti chiamati non solo a donare un messaggio evangelico al popolo, ma anche ad accogliere i tanti segni e doni che hanno reso viva la presenza del Signore.

Uno di questi doni è stato sicuramente la fraternità vissuta intensamente nella quotidianità della vita di campeggio – quest’anno nei locali del Liceo Alessandro Serpieri di Viserba – che ha visto grandi e piccini collaborare nei turni di servizio, nell’organizzazione delle gite e dei momenti ricreativi, nella preparazione delle Serate.

Non sono mancati momenti di svago e ricreazione, come le ore trascorse al mare e all’Aquapark di Riccione, le gite in montagna presso le suggestive cascate dell’Acquacheta e la camminata al monte Sasso Simone, una buona occasione per trascorrere giornate immersi nella natura, nel silenzio del Creato, passeggiando al fresco e ammirando le meraviglie circostanti.

Ci sono statiinoltre momenti forti di scuola vivente con le visite a “L’Italia in miniatura” e “Casa Pascoli”, alle città di san Marino, Rimini e Ravenna, luoghi ricchi di storia e bellezze artistiche.

Carichi di significato anche gli incontri con realtà di vita comunitaria, diverse dalla nostra, ma vicine nello spirito di fede e di elevazione dell’uomo e della sua dignità, come la comunità di San Patrignano, Papa Giovanni XXIII e la parrocchia di Viserba.

Non possiamo dimenticare, inoltre, le tante persone che ci sono state vicine con la preghiera, la collaborazione e soprattutto con la loro amicizia e con le quali si è creato un vero rapporto di fratellanza.

“Non abituatevi a vedere il bene” ricorda san Giovanni Calabria e “le cose belle prima si fanno, poi si pensano” diceva don Oreste Benzi.

Questo vuole essere l’augurio da trasmettere agli altri attraverso una vita gioiosa perché abbiamo incontrato Cristo e come ci dice don Zeno: “Se noi portiamo noi stessi perché con noi c’è Cristo, allora è lo Spirito Santo che è con noi e ci illumina e quello che facciamo e quello che diciamo diventa senz’altro manna del Cielo, cioè lo Spirito che entra nel popolo”.