IL SOGNO DI UN MONDO DIVERSO

“Cambio civiltà, cominciando da me stesso”. Nonostante sia passato molto tempo da quando don Zeno ci rivolgeva queste parole, ancora oggi la nostra società non riesce a realizzare i valori di giustizia e fraternità in cui crediamo.

Il lavoro è una preoccupazione per i giovani, non solo perché la mancanza di opportunità nega di fatto il sostentamento di sé e della propria famiglia, ma anche perché il lavoro, inteso come realizzazione personale, è diventato un privilegio di pochi, che oltretutto va a scapito delle altre sfere della vita, in particolare della cura dei bambini e degli anziani.

Il divario nelle possibilità di vita fra Paesi e fra classi sociali continua ad aumentare, mentre, paradossalmente, la ricerca individualista del benessere materiale è il valore più accettato, condiviso e incoraggiato nella società.

L’isolamento ed il senso di frustrazione che ne derivano si riflettono inevitabilmente sui rapporti familiari e sociali.

Negli ultimi anni, c’è stata una fioritura di associazioni ed enti di volontariato che cercano di “tappare i buchi” del mondo in cui viviamo, ma non è abbastanza: i problemi della nostra società devono essere risolti alla radice.

Non possiamo cambiare il mondo dall’oggi al domani, ma possiamo cominciare cambiando i rapporti lavorativi, familiari e sociali con i nostri vicini.

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