LE MAMME DI VOCAZIONE

La mamma di vocazione è una donna non sposata che si dona integralmente ai ragazzi provenienti da una situazione di disagio, i “figli dell’abbandono”.

Si tratta di una delle figure storicamente e spiritualmente più importanti di Nomadelfia, perché è grazie alle mamme di vocazione che Nomadelfia ha potuto muovere i primi passi. La mamma di vocazione non è una figura assistenziale, non è una suora né un’educatrice professionista: è una mamma, e resta tale per tutto il corso della vita.

STORIA

Fin dall’inizio del suo sacerdozio, don Zeno invita le donne del paese a farsi mamme dei suoi figli, accolti in canonica a decine e senza riserve. Don Zeno dà loro un tetto sulla testa e tutto l’affetto di cui è capace, ma si rende conto che questo non è sufficiente.

La mattina del 21 luglio del 1941, Irene Bertoni, una liceale di 18 anni (minorenne per la legge dell’epoca) scappa di casa e si presenta a don Zeno, impegnandosi ad essere la mamma dei suoi figli. L’8 dicembre dello stesso anno il vescovo di Carpi, Mons. Vigilio Dalla Zuanna, riconosce ufficialmente la sua vocazione.

Finalmente qualcuno ha rotto il ghiaccio: di lì a poco, decine di ragazze del paese e dei paesi vicini troveranno il coraggio di seguire il suo esempio, dimostrando che l’amore può andare oltre i vincoli del sangue.

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mamme di vocazione di nomadelfia
mamme di vocazione a nomadelfia
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