MEMORIE DI DON ZENO E DI NOMADELFIA

I testi che presentiamo sono una raccolta di testimonianze sulla vita di don Zeno e sulla storia di Nomadelfia di alcuni tra i maggiori scrittori e giornalisti italiani.

Non pretendono di essere la storia di quegli anni, e neppure una rassegna della stampa, anche se in massima parte sono tratti da quotidiani e settimanali.

Diversi di essi sono stati scritti “a caldo” nel momento stesso degli avvenimenti, per le prime pagine dei giornali, ed in questa immediatezza, ci sembra, è il loro valore.

Giudizi, affermazioni, vicende, potranno sollevare interrogativi in chi non ha vissuto quegli anni della storia d’Italia e della Chiesa;

tuttavia essi ricordano attraverso quali lotte, sofferenze, sacrifici il popolo di Nomadelfia ha iniziato il cammino verso una Nuova Civiltà fondata sul Vangelo.

La chiamata 1900- 1931

Zeno nasce a Fossoli di Carpi (Modena) il 30 agosto 1900. A 14 anni rifiuta di continuare gli studi. A 20 anni decide la sua vita. Negli anni 1920 – 1927 è al centro della vita carpigiana: presidente della Federazione giovanile dell’Azione Cattolica, dell’associazione sportiva: “Il Pedale Carpigiano” e segretario del Motoclub cittadino. Fonda: “L’Aspirante”, che diventa poi organo nazionale dei giovani cattolici, e con don Armando Benatti dà vita all’Opera Realina…

  • PRIMA DI TUTTO IL RIFIUTO DELLA SCUOLA
  • HO CAMBIATO CIVILTA'/ Giuseppe Grieco (GENTE, Milano, 20 giugno 1980)
  • IL PAPA E' CON TE/ Renato Giuntini (SETTIMO GIORNO, Milano, 16 gennaio 1962)
  • LA PRIMA MESSA E IL PRIMO FIGLIO: BARILE/ Giorgio Torelli (EPOCA, Milano, 3 settembre 1972)

L' opera piccoli apostoli 1931-1943

A S. Giacomo Roncole, un paese della Bassa modenese nel comune di Mirandola, don Zeno, cappellano del vecchio parroco, inizia subito la sua opera di “profonda bonifica cristiana e sociale” nel popolo e comincia ad accogliere come figli altri fanciulli abbandonati, prima in Canonica e poi in un grande palazzo chiamato il “Casinone”. Nel 1933 dà vita all’Opera Piccoli Apostoli e crea le prime famiglie che, in mancanza delle mamme, sono affidate ai giovani più maturi, tra i quali Dario e Silvio che si sono uniti a lui come volontari…

  • IL VESCOVO PIANGEVA/ Enzo Biagi (LA STAMPA, Torino, 21 giugno 1959)
  • L'OMISSIONE/ Domenico Porzio (OGGI, Milano, novembre 1949)
  • VOI OFFENDETE IL REGIME/ Ilva Vaccari (IL TEMPO DI DECIDERE, Modena, 1968)
  • DON ZENO ASPETTAVA/ Arrigo Benedetti (L' EUROPEO, Milano, 13 novembre 1949)
  • IRENE LA PRIMA MAMMA/ Maria Giovanna (Nini) Albertoni Pirelli (MOLTE STRADE UNA CASA, Brescia, 1951)
  • PIU' DI COSI' NON LI POTREBBE AMARE/ Dino Buzzati (CORRIERE DELLA SERA, Milano, 12 maggio 1949)
  • LE BASI DI UNA COSTITUZIONE CRISTIANA/ Antonio Meluschi (L'AVVENIRE D'ITALIA, Bologna, 15 novembre 1942)

La guerra in Italia 1943-1945

Dopo l’8 settembre 1943, quando i tedeschi occupano l’Italia, don Zeno, che già prima era stato arrestato e denunciato al Tribunale militare, riesce ad attraversare il fronte e a raggiungere la zona libera del Sud.

A S. Giacomo l’Opera, affidata a don Enzo Bertè, ancora oggi sacerdote in Nomadelfia, è duramente perseguitata e, verso la fine del 1944, si tenta di disperderla. Molti dei giovani Piccoli Apostoli partecipano alla Resistenza, in montagna e in pianura, coi partigiani cristiani delle Brigate Italia.

Sette non torneranno: di essi tre giovanissimi ed un sacerdote, don Elio Monari, uccisi dai nazi-fascisti…

  • IL PRECURSORE/ Ilva Vaccari ( IL TEMPO DI DECIDERE, Modena, 1968)DOPO
  • DOPO QUELLA STRAGE/ Camilla Cederna ( L'ESPRESSO, Roma, 21 gennaio 1962)
  • SANTIFICARE TUTTE LE FORME DI VITA DEL POPOLO/ Ilva Vaccari ( IL TEMPO DI DECIDERE, Modena, 1968)

A Fossoli nasce Nomadelfia 1947-1948

Nel 1947 i Piccoli Apostoli sono oramai 350 con 28 famiglie, divisi in diverse località della pianura e della montagna modenese. Hanno bisogno urgente di riunirsi e decidono, il 19 maggio, di occupare pacificamente l’ex campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, in provincia di Modena. Abbattono subito muraglie e reticolati e ottengono dall’A.U.S.A. Un primo stanziamento per poter trasformare il campo e renderlo abitabile; iniziano i lavori confidando nella promessa del governo di altri fondi, che però non giungeranno mai. Il 4 febbraio 1948 approvano il testo di una costituzione che verrà firmata sull’altare da tutti i maggiorenni e dai figli. L’Opera Piccoli Apostoli diventa così Nomadelfia, che significa, dal greco: “la fraternità è legge”…

  • L'ASSALTO A FOSSOLI/ Flora Antonioni ( IL MESSAGGERO, Roma, 1 novembre 1949)
  • LE ANTICHE "CASE DELL'ODIO"/ Orio Vergani ( L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA, Milano, marzo 1952
  • UN NOME BELLISSIMO/ Guido Calogero ( IL MONDO, Roma, 6 febbraio 1962)
  • SIAMO IL PIANTO DEL MONDO/ Geno Pampaloni e Michele Ranchetti ( COMUNITA', Milano, giugno 1952)
  • UN GIORNO MANCAVA DA MANGIARE/ Arrigo Benedetti ( L'EUROPEO, Milano, 13 novembre 1949)
  • DONNA QUESTO E' TUO FIGLIO/ David Maria Turoldo ( IL POPOLO, Milano, 1 aprile 1951)
  • IL PAPA E' CON LEI/ Giuseppe Grieco ( GENTE, Milano, 20 giugno 1980)
  • VIVRANNO QUESTE SUE CASE?/ Domenico Porzio (OGGI, Milano, 24 novembre 1949)

L' incontro con Milano 1949

Nei primi mesi del 1949, per opera di Padre David Maria Turoldo dei Servi di Maria, Milano conosce Nomadelfia. Si forma quasi subito, presso S. Carlo al Corso, un comitato di cui saranno principali animatori, con lo stesso Padre David, Nini Albertoni Pirelli e Giuseppe Merzagora.

Una delle prime importanti iniziative del comitato milanese è l’organizzazione di una “settimana di Nomadelfia”, durante la quale don Zeno parla al teatro Lirico, presentato dall’allora sindaco di Milano Antonio Greppi, e che si conclude il 13 novembre 1949 con una solenne cerimonia in Duomo nel corso della quale il Cardinale Schuster consegna alle mamme di vocazione ed agli sposi di Nomadelfia 40 nuovi figli…

  • UNA PAGINA DEL SANTO VANGELO/ Cardinale Ildefonso Schuster ( Dal discorso nel Duomo di Milano)
  • MI SEMBRAVA CHE SOLO IN QUEL MOMENTO LA GUERRA FOSSE FINITA/ Nazareno Fabbretti ( BELLA, Milano, 4 novembre 1980)
  • QUESTO DICE NOMADELFIA/ David Maria Turoldo ( MOLTE STRADE UNA CASA, Brescia, 1951)
  • NOMADELFIA MI AVEVA RIFATTA VIVA/ Maria Giovanna (Nini) Albertoni Pirelli
  • CON AFFETTO DI FIGLIO/ Giuseppe Merzagora ( Da una lettera a don Zeno dell'agosto 1954)

Il Movimento della fraternità umana 1950

Nell’agosto 1950 “La giusta via”, organo di Nomadelfia, esce in edizione straordinaria con il testo della proposta sociale del “Movimento della fraternità umana”. I nomadelfi propongono al popolo un movimento politico che promuova, con la pacifica rivoluzione delle urne, una vera “democrazia diretta” e l’abolizione di ogni forma di sfruttamento del capitale privato o dello Stato. Dopo una serie di discorsi di don Zeno in Emilia viene organizzato nell’ottobre un primo congresso regionale a Modena, al quale prendono parte 1700 delegati di varie province.

Nel 1951 don Zeno parla anche a Torino, Milano, Siena, Brescia e Verona, ma l’ostilità delle forze politiche al governo e di alcuni ambienti ecclesiastici blocca l’iniziativa, mentre nubi minacciose si addensano su Nomadelfia…

  • IL CONGRESSO DI MODENA/ Camilla Cederna ( L'ESPRESSO, Roma, 21 gennaio 1962)
  • SOLLEVAVA ONDATE DI ENTUSIASMO/ Giorgio Torelli ( EPOCA, Milano, 3 settembre 1972)

Presagi di tempesta 1951

Nel 1949 un gruppo di uomini e di giovani, con alcune famiglie, si è trasferito da Fossoli in Maremma, vicino a Grosseto, su un terreno da bonificare di oltre 1000 ettari, per dare vita ad una nuova borgata.

I nomadelfi sono 1150, dei quali 800 figli accolti e 150 ospiti, assistiti in via provvisoria perché senza casa e senza lavoro.

All’inizio del 1951 tutti i lavori di costruzione della nuova borgata sono sospesi, mentre la situazione economica diventa sempre più pesante. Nascono altri Comitati, oltre quello di Milano, ma crescono anche, in molti ambienti, diffidenze e sospetti. Qualcuno ha intuito che Nomadelfia non è soltanto “l’oasi della bontà” o il paese dove gli orfani ritrovano la famiglia, ma anche e soprattutto una proposta di vita che interroga e provoca la società che la circonda…

  • L'AMORE E LA VITA NON VANNO D'ACCORDO CON I BILANCI/ Mario Gozzini ( L'ULTIMA, Firenze, 25 marzo 1950)
  • DON ZENO GUARDO' LONTANO/ Giuseppe Ricca ( I GIORNI DI NOMADELFIA, Inedito, 1951)
  • LA NUOVA BORGATA/ Danilo Dolci ( G. Spagnoletti, CONVERSAZIONI CON DANILO DOLCI, Mondadori, Milano, 1977)
  • QUEL FUOCO DURERA'?/ Primo Mazzolari ( ADESSO, Modena, 30 settembre 1949)
  • POSSIAMO ARRISCHIARE LA PAROLA AMORE/ Nando Fabro ( IL GALLO, Genova, 25 maggio 1951)
  • NON HO VISTO NE' SERVI NE' PADRONI/ Danilo Dolci ( VOCI NELLA CITTA' DI DIO, Società Editrice Siciliana, Mazara, 1951)
  • IN MAREMMA/ Geno Pampaloni e Michele Ranchetti ( COMUNITA', Milano, giugno 1952)
  • PAURA DELLA BONTA'/ Dino Buzzati (CORRIERE DELLA SERA, Milano, 17 marzo 1950)
  • IL MINISTRO NON APPROVA NOMADELFIA/ Geno Pampaloni e Michele Ranchetti ( COMUNITA', Milano, giugno 1952)
  • IL POPOLO HA LE SUE NECESSITA'/ Corrado Alvaro (ROMA VESTITA DI NUOVO, Bompiani, Milano. 1957)
  • DON ZENO PARLA CON L'ACQUA ALLA GOLA/ Luigi Santucci ( CORRIERE LOMBARDO, Milano, 7 novembre 1949)
  • SIAMO IN CRISI/ Corrado Alvaro ( LA STAMPA, Torino, 20 ottobre 1951)

La passione di Nomadelfia 1952

Il 5 febbraio 1952 il S. Ufficio ordina a don Zeno di lasciare Nomadelfia e di mettersi a disposizione del suo Vescovo, con facoltà di scegliersi un’altra diocesi. Nel decreto si precisa che una commissione farà fronte alle passività e che a Nomadelfia saranno inviati i Salesiani.

Don Zeno ubbidisce prontamente. Anche gli altri sacerdoti ricevono, come don Zeno, l’ordine di lasciare Nomadelfia.

Il 14 febbraio l’Assemblea generale dei nomadelfi pubblica una dichiarazione che dice tra l’altro: “Con lo stesso spirito di ubbidienza, con lo stesso dolore con cui don Zeno ha accettato il decreto del S. Ufficio, noi abbiamo accettato il suo allontanamento, che speriamo provvisorio. Abbiamo inteso e intendiamo attenerci al magistero…. Nella piena fedeltà alla S. Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana”. Dario, c eh è stato nel frattempo affiancato da un Consiglio direttivo di cui è presidente , tratta con un inviato del S. Ufficio il futuro di Nomadelfia…

  • DON ZENO LASCIA NOMADELFIA, UNA SUA LETTERA AI "PICCOLI APOSTOLI" ( CORRIERE DELLA SERA, 10 febbraio 1952)
  • UNA PERLA NATA DAL POPOLO SOFFERENTE/ Dino Buzzati ( CORRIERE DELLA SERA, Milano, 12 febbraio 1952)
  • UNA LOTTA PER LA LIBERTA'/ Luca Paolini ( RINASCITA, Roma, febbraio 1952)
  • NESSUNO TI PUO' SOSTITUIRE/ Franco Briatico ( IL POPOLO, Milano, 25 marzo 1952)
  • OGNUNO DI NOI E' RESPONSABILE DEL LORO DESTINO/ Bruna Talluri ( IL PONTE, Firenze, luglio 1952)
  • NON SI PUO' SCIOGLIERE NOMADELFIA/ Luigi Santucci ( LETTERA A DON ZENO, agosto 1952)
  • UN GIORNO ARRIVO' LA "CELERE"/ Filippo Sacchi ( LA STAMPA, Torino, 17 dicembre 1953)
  • BOLOGNA: SULLA PANCA DEGLI IMPUTATI/ Oriana Fallaci ( EPOCA, Milano, 6 dicembre 1952)
  • UN GIORNO, FORSE, RIFAREMO IL PROCESSO A NOMADELFIA/ Giorno Vecchietti ( LA STAMPA, Torino, 21 novembre 1952)
  • COME L'ADULTERA DEL VANGELO/ Geno Pampaloni e Michele Ranchetti ( IL MONDO, Roma, 26 luglio 1952)

La laicizzazione "pro gratia" 1953

Costretti ad abbandonare Fossoli i nomadelfi, che nel settembre 1952 hanno costituito la “Società dei Nomadelfi”, si rifugiano per la maggior parte a Grosseto nella tenuta Rosellana, mentre altri gruppi trovano provvisoria sistemazione in diverse località del Modenese.

Nella primavera 1953 viene offerto in uso un terreno vicino a Limbiate viene offerto in uso un terreno vicino a Limbiate, in provincia di Milano: parte da Grosseto un gruppo di uomini e di giovani che iniziano i lavoro per costruire una nuova borgata, con l’aiuto decisivo di amici milanesi che hanno progettato e favorito anche il sorgere di nuove attività di lavoro: falegnameria, tipografia, autotrasporti.

Nel maggio don Zeno pubblica “Non siamo d’accordo”: è un grido di dolore e di protesta contro tutte le violenze morali e materiali ingiustamente subite da Nomadelfia…

  • NON SIAMO D'ACCORDO/ Don Zeno Saltini ( Premessa al libro)
  • DON ZENO ESONERATO DAI VINCOLI ECCLESIASTICI ( IL MESSAGGERO, Modena, 7 dicembre 1953)
  • LETTERA DI DON ZENO ( Limbiate, 2 dicembre 1953)
  • L'ULTIMA MESSA/ Giorgio Torelli ( EPOCA, Milano, 3 settembre 1972)
  • UN CRISTIANO FEDELE/ Ernesto Balducci ( GIORNALE DEL MATTINO, Firenze, 14 gennaio 1962)
  • HO BRUCIATO QUALCOSA DI ME STESSO/ Camilla Cederna ( L'ESPRESSO, Roma, 21 gennaio 1962)
  • IL SANTO UFFIZIO E' ANCHE UN CUORE/ Arrigo Benedetti ( L'EUROPEO, Milano, 20 dicembre 1953)

Anni di silenzio 1954-1961

Don Zeno, ripresa la direzione di Nomadelfia, si rende subito conto che le ferite materiali, morali e spirituali dei suoi figli sono profonde e richiedono lunghe e paterni attenzioni e che Nomadelfia non può vivere, in quel momento, divisa in due gruppi, a Limbiate e in Maremma.

Decide quindi di riunire tutti i figli a Grosseto su quella tenuta Rosellana che la generosità di Nini Albertoni Pirelli aveva messo a disposizione già dal 1949 e che soltanto il mancato perfezionamento dell’atto di donazione aveva salvato dalla liquidazione di tutti i beni.

Il 15 agosto 1954 il Vescovo di Grosseto, Mons. Paolo Galeazzi, benedice la Chiesa di Nomadelfia dedicata a Maria Assunta ed i lavori del Congresso che riunisce per la prima volta i nomadelfi scampati alle lotte e alla dispersione del 1952 e che, tra adulti e figli, sono poco più di 400…

  • L'INCOMPRENSIONE E L'ISOLAMENTO/ Nazareno Fabbretti ( BELLA, Milano , 4 novembre 1980)
  • NASCONO I "GRUPPI FAMILIARI"/ Gli Anarchici ( UMANITA' NUOVA, Roma, 3 luglio 1955)
  • IL PAPA BENEDICEVA IL BUIO DI QUELLE VOSTRE GIORNATE ( Luigi Santucci ( L'ITALIA, Milano, 21 gennaio 1962)
  • UN UOMO VESTITO DI GRIGIO/ Ernesto Balducci ( IL GIORNALE DEL MATTINO, Firenze, 14 gennaio 1962)
  • QUANDO, DON ZENO?/ Luigi Santucci ( L'ITALIA, Milano, 21 gennaio 1962)

La seconda "prima messa" 1962

Nel 1961 don Zeno ritiene esaurita la sua missione come laico e chiede alla Santa Sede di riprendere l’esercizio del sacerdozio.

Nomadelfia ha chiarito la sua natura di libera popolazione civile e ha dato inizio ai lavori per la nuova costituzione, che sarà approvata il 16 novembre 1961.

Giovanni XXIII incarica il Santo Ufficio e, per quanto di sua competenza, la Congregazione del Clero (allora chiamata “del Concilio”) di esaminare tutti gli aspetti morali, spirituali e giuridici del caso; è delegato in modo particolare il sottosegretario della Congregazione Monsignor Ercole Crovella, notoriamente vecchio e prezioso amico di don Zeno e dei nomadelfi.

Nomadelfia viene riconosciuta come popolo civile di volontari cattolici e si decide di erigerla in parrocchia nominando don Zeno parroco dei suoi figli; il 5 gennaio 1962 il Santo Ufficio comunica al Vescovo di Grosseto di predisporrei relativi provvedimenti ecclesiastici e civili…

  • UNA IDEA VITTORIOSA/ Nazareno Fabbretti ( IL POPOLO, Milano, 10 gennaio 1962)
  • PARROCCHIA COMUNITARIA/ Camilla Cederna ( L'ESPRESSO, Roma, 21 gennaio 1962)
  • PERCHE' HA CREDUTO NELL' AMORE/ Ernesto Balducci ( GIORNALE DEL MATTINO, Firenze, 14 gennaio 1962)
  • CON GIOIA DI TUTTA LA CHIESA/ Luigi Santucci ( L'ITALIA, Milano, 21 gennaio 1962)
  • IL CANTO DELLA LIBERTA'/ Arturo Carlo Jemolo ( LA STAMPA, Torino, 8 dicembre 1965)
  • L'USIGNOLO DI NOMADELFIA/ Dino Buzzati ( CORRIERE DELLA SERA, Milano, 30 maggio 1965)