Il 15 maggio 2016 Irene, prima mamma di vocazione, parte per la vita eterna. Era il giorno di Pentecoste, quasi come a voler consegnare Nomadelfia nelle mani dello Spirito Santo. A distanza di 5 anni la ricordiamo con gratitudine insieme a tutti coloro che l’hanno conosciuta e riportiamo un suo scritto per comprendere meglio la sua vita.

Chi è la mamma di vocazione?  E come hai vissuto questa missione?

“La mamma di vocazione è un’anima che Dio ha chiamato a sé e vuole tutta sua, per dare la maternità virginea ai suoi figli, ai figli del dolore, dell’abbandono, della grande sventura. È un’anima che si dona a Dio senza sposarsi.

Deve essere un angelo, dove passa lascia il profumo, deve essere una santa, alla quale tutti vanno per sentirsi rincuorati, incoraggiati, amati.

Quanti figli il Signore mi ha donato! 58, tutti piccoli, alcuni appena nati, parecchi di qualche mese, altri di qualche anno; essi sono stati le perle preziose della mia vita.

Ogni mattina mi alzo con tanta gioia, come fosse il primo giorno del mio ingresso in Nomadelfia: con lo stesso entusiasmo, con la stessa freschezza di spirito, gioiosa di essere entrata in questa grande opera per essere la mamma di tanti figli”.