“Sulla coscienza di un popolo che fabbrica le armi e le vende c’è la morte di ogni bambino, di ogni persona, c’è la distruzione delle famiglie”. Lo ha detto Papa Francesco incontrando in udienza gli studenti e docenti del Collegio San Carlo di Milano il 6 aprile 2019. Sono parole forti, che ci interpellano direttamente in quanto, stando agli ultimi dati disponibili, al decimo posto nella classifica dei maggiori esportatori di armi ci siamo anche noi italiani.

In nessun modo possiamo rimanere indifferenti al conflitto in atto.

Per questo Nomadelfia si unisce alla giornata di preghiera e digiuno per la pace promossa da Papa Francesco per il 2 marzo, certi che “all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno”, invocando Maria, Regina della pace, affinché “preservi il mondo dalla follia della guerra”.

Vogliamo fare eco all’invito che il papa rivolge a tutti, credenti e non credenti, con le parole di don Zeno del 1951, che ci esorta a costruire la pace diffondendo il bene intorno a noi:

“Fermiamo la guerra! Non con dei programmi politici – ci vogliono anche quelli – ma con un soffio di amore.

Siete stati nelle campagne, in febbraio? Se uno nascesse in febbraio e avesse vent’anni e il contadino lo portasse in campagna, là dove ci sono le viti, i frutti e gli dicesse: «Questa pianta così brutta farà spuntare delle foglioline bellissime, dei fiori delicatissimi, e poi farà dei frutti così, come le ciliegie, le pere, le mele, l’uva. Quello lì sarà grano. Questo prato darà del fieno e dei fiori».

Impossibile, penserebbe, che da un affare così brutto salti fuori un fiore così bello, e poi un frutto. «Eppure – dice il contadino – vedrai». Ed ecco, quelle piante che erano state strapazzate dalla neve e dal vento, all’arrivo della primavera tutte rivivono.

Questo soffio di primavera par che dica ai campi, che dica agli alberi, che dica a tutta la natura: Guardate, vi prego, l’umanità ha bisogno di voi; se voi non vi svegliate, l’umanità dovrà morire. Ed esse, a questo soffio, cominciano a dare quei bei fiori. – «Abbiamo bisogno di grano e la natura ci fa dei fiori. Abbiamo bisogno di mele, e ci fa dei fiori. Abbiamo bisogno di pere, e ci fa dei fiori». – «Sì, dei fiori. Faccio la primavera, il sorriso. Vi preannuncio, nel mio sorriso, che vi nutrirò tutti». E pian piano quei fiori cedono del loro sorriso, cedono della loro vita, cedono la loro bellezza allo spuntare del frutto”.