Sono dentro casa…

Sono dentro casa … rincorro le notizie al telegiornale e uno stato d’animo nuovo mi avvolge:  mi sento amaramente privilegiata della mia zona confort perché non comprendo pienamente la portata di ciò che sta accadendo. La mia vita quotidianità è cambiata di poco, esco di casa, posso camminare all’aperto, mi riempio della bellezza del creato che in questo momento sta sbocciando, sento il tepore del sole sulla pelle e i bambini del mio gruppo che animatamente giocano tra di loro. Abbiamo una ricchezza di relazioni umane e di spazi aperte che fanno la differenza. Sono consapevole di tutto ciò? E’ questo un tempo prezioso per fermarmi a riflettere, aprire gli occhi e uscire da me stessa. Mi sento prigioniera di me stessa e della mia zona confort ma vorrei aprire gli occhi per uscire dal mio egoismo e partecipare. S. Nomadelfia

Rimaniamo pur sempre dei privilegiati davanti a così tanto dolore e incertezza. Certo manca il calore umano, il sorriso di uno sconosciuto, la delicatezza al prossimo. Il punto è:” faremo nostra questa esperienza o passerà come sono passate in sordina tante ingiustizie?”  Il dolore rimane sempre dolore anche se cambia forma. Continueremo a chiudere gli occhi e a tapparci le orecchie quando questo sarà finito e riprenderanno sempre più forti gli strazi delle ingiustizie quotidiane nel mondo? Continueremo a pregare con così tanto vigore o smetteremo perché “il peggio è stato scongiurato”? Non ci è dato sapere cosa succederà, io nell’attesa convivo con questa inquietudine, anche se una bella giornata di sole riesce sempre a strapparmi più di un sorriso. B. (BO) .

…..nel mare di parole che in questi giorni ci raggiungono, il mio cuore ha un gran bisogno di silenzio, per fare spazio alle verità ultime che lo abitano, quelle della nostra fede: vorrei attingere con voi a quella Sorgente, perché questa Pasqua sia davvero celebrazione di una vita nuova, quella dei figli! La via, oggi come allora, è solo Gesù. E’ vero: c’è ancora tanto buio intorno, c’è dolore e solitudine, paura e smarrimento; un mare di lacrime e di domande aperte: ma sappiamo che nulla andrà perduto, perché tutto ci rimanda a quella umanità sua che si è fatta “uno” con la nostra e che in noi geme e grida. C. (GE)

Ho accolto la quarantena come un dono perché ci ha forzatamente distolto dalla frenesia della vita facendoci riscoprire le gioie autentiche della vita. Io lavoro da casa ed è molto faticoso, è difficile concentrarsi ma passare tutto questo tempo con Mario(1 anno) e vederne i progressi quotidiani è impagabile. Non ho paura di morire o di ammalarmi ma la cosa che mi fa più male è avere perso la libertà di poter raggiungere la mia famiglia di origine non sapere quando potrò riabbracciare mia madre e mia sorella mi fa male. Ho però fiducia nel futuro e spero che presto potremo vivere con meno restrizioni. F.(RM)