Ricorrenze di Gennaio

Il mese di gennaio racchiude varie date importanti per la storia di Nomadelfia.

La prima data che ricordiamo è il 6 gennaio. Nella festa dell’Epifania fu celebrata la prima messa di don Zeno.

Era il 6 gennaio del 1931, nel duomo di Carpi (MO), durante la celebrazione solenne, don Zeno, accolse come figlio un giovane sbandato, appena uscito dalla prigione. Con questo gesto pubblico disse che il rapporto che avrebbe costruito con lui e con gli altri ragazzi non sarebbe stato di assistenza ma di paternità. Iniziò per Danilo e per i numerosi ragazzi che accolse in canonica, un rapporto nuovo, erano suoi figli e partecipavano alla sua vita apostolica: “Io sono apostolo, loro sono miei figli e mi aiutano, anche loro sono apostoli”. Nacquero i Piccoli Apostoli, la prima Nomadelfia.

15 GENNAIO

Il 15 gennaio ricordiamo la partenza di don Zeno per la vita eterna. Da pochi giorni aveva celebrato il 50esimo della sua prima messa, presente il Card. Agostino Casaroli.

50 anni di sacerdozio vissuti intensamente a contatto intimo con Gesù e dedicati al popolo.

Una vita vissuta per gli altri, 80 anni di lotte, sconfitte, conquiste, sofferenze, gioie.

Ecco alcune delle sue ultime parole, ricevuto il Sacramento degli Infermi:

“A me piacerebbe partire per la vita eterna. Signore sia fatta la tua volontà… e facciamola insieme.Mi fa male il cuore, molto. Farete cose che nessuno ha mai pensato, e le avete già fatte, le grandi cose. Il mondo avrà bisogno e ce l’ha… Nomadelfia… Ne ha bisogno e il Signore ha bisogno di Nomadelfia: il Signore ha bisogno di noi. Sempre, di qua e di là. E gli abbiamo fatto un piacere, a servirlo, ad amarlo. Avremo peccato, avremo fatto quel che si vuole, ma la realtà è che noi siamo grandi amici di Dio, e l’abbiamo amato. Io non conosco le misure di Dio, perché è infinito, però, umanamente parlando, l’abbiamo misurato e l’abbiamo abbracciato: lo abbracciamo.

Questo pare che sia un testamento: se lo è, ringrazio il Signore, e se non lo è, continuiamo…. Che io proprio possa dire sempre nell’anima: “Cupio dissolvi et esse cum Christo”, questo l’ho detto spesso.

…Va’ pure, Signore, tra i miei figli, va’, porta la tua luce, la tua vita. Se permettete io mi riposo perché sto poco bene. Io vi ho sempre visti e sentiti nel mio cuore, ed questo lo avrete sempre. Vi benedico tutti e dormo ma non dormo”.

Don Zeno, continua a vegliare su Nomadelfia, affinché sia sempre fedele alla sua chiamata. Grazie

IL 22 GENNAIO

ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DI NOMADELFIA

Nella tradizione di Nomadelfia il 22 gennaio è una data importante, è la festa di Nomadelfia.

Ad essa infatti si possono collegare varie tappe importanti.

La prima risale al 22 gennaio del 1933. Don Zeno era cappellano a S. Giacomo Roncole (MO), in quell’occasione il vescovo di Carpi, mons. Giovanni Pranzini approva le varie iniziative promosse a favore del popolo. Riconosce anche che don Zeno esercita una paternità su tutti, cattolici e non cattolici, tutti si riconoscono amati.

Quasi 30 anni dopo, nel 1962, don Zeno sceglie il 22 gennaio per celebrare solennemente la sua “Seconda prima messa” in Nomadelfia. Una festa così non poteva che celebrarla tra i nomadelfi, i suoi figli tornati per l’occasione, gli amici, i collaboratori. Una festa semplice, vissuta nella pienezza della riconoscenza a Dio che tutto vede, muove e comprende.