CELEBRIAMO INSIEME LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 27 gennaio ci uniamo a tutti i popoli della terra per celebrare insieme la Giornata della Memoria. Nel 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli del campo di Auschwitz-Birkenau, svelando al mondo intero l’atrocità e l’orrore della Shoah. Circa 6 milioni di persone (ebrei, zingari, portatori di handicap, perseguitati politici…) furono deportate e uccise in Europa dai primi anni ‘30 al 1945.

A distanza di 73 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz ci fermiamo per fare memoria, non solamente delle tante vittime innocenti, ma anche di tutte quelle storie mai raccontate e poco conosciute, di persone che si sono messe in gioco per salvare la vita di altri.

Anche Nomadelfia è testimone di questa parte di storia.

Era il 1941 quando è arrivata Irene, giovane fuggita di casa per fare la mamma ai Piccoli Apostoli, la prima Mamma di Vocazione. E don Zeno, che più volte aveva preso posizioni contro il fascismo, la guerra e le leggi razziali, già nei primi anni ‘30 parlava di “goffe ideologie destinate ad orientare verso tragiche realizzazioni”. Il popolo lo applaude. Dalle autorità di Governo è considerato un sorvegliato speciale. La sorella, suor Scolastica, dal monastero delle Clarisse lo incoraggia: “Sii forte e costante. Lascia pure che questa tua navicella sia sbattuta dal grande mare in tempesta. Se veramente è opera di Dio, non temere, verrà un giorno che trionferà”.

Don Zeno non si da per vinto. Continua a promuovere con audacia iniziative per contrastare l’ideologia e la propaganda fasciste. Nel 1943 viene arrestato per la diffusione di un giornalino in cui annunciava l’imminente caduta del regime. La detenzione finisce dopo poche ore grazie all’intervento dell’Arcivescovo di Bologna. Diversi sacerdoti si uniscono a lui e danno inizio ad un clero comunitario (i Sacerdoti Piccoli Apostoli). Nei giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943, don Ennio Tardini con don Arrigo Beccari, mons. Pelati, il dottor Moreali ed altri, partecipano al salvataggio dei bambini ebrei che erano stati accolti a Villa Emma di Nonantola. Il seminario di Nonantola diventa un centro della resistenza modenese, una cabina di regia per le attività clandestine. Documenti falsi vengono forniti ad ebrei e perseguitati politici, che vengono ospitati e poi istradati verso la Svizzera o verso Roma; si stampano manifesti clandestini e si organizza l’invio di giovani e di viveri alle formazioni partigiane della montagna. Centinaia di vite umane vengono salvate. A San Giacomo l’opera Piccoli Apostoli viene duramente perseguitata nel tentativo di disperderla. Don Elio Monari viene catturato nel 1944, più volte interrogato e torturato, viene infine ucciso il 16 luglio. Nel mese di settembre don Arrigo Beccari e don Ennio Tardini vengono arrestati e consegnati prima alle Brigate Nere e poi alle SS Tedesche. Si ritrovano nella stessa cella con don Ivo Silingardi (anche lui Sacerdote P.A.), Danilo Orlandini P.A. e sei giovani amici delle “Squadre d’Azione Italia”, le prime formazioni cattoliche della pianura.La mattina del 30 settembre, mentre quei 6 giovani sono condotti a San Giacomo per essere impiccati davanti alla casa dell’Opera Piccoli Apostoli, Danilo viene mandato in un campo di concentramento in Germania, mentre i 3 sacerdoti sono trasferiti a Bologna nella prigione di San Giovanni in Monte. Saranno salvati poco tempo dopo dalla generosità di 3 giovani suore delle Ancelle Adoratrici, che nel silenzio e nella preghiera offrono per essi la loro vita. Don Zeno scriveva in quegli anni: “Ho avuto l’impressione che Dio mi conducesse per mano”. Alcuni collaboratori, quali don Beccari e Giuseppe Moreali sono stati insigniti del premio “Giusti tra le Nazioni”. I loro nomi sono ricordati nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme, insieme a tutti gli uomini e le donne che hanno rischiato la propria vita salvando gli ebrei dalle mani dei nazifascisti. E nel 1947, dopo la fine della guerra, i Piccoli Apostoli occupano l’ex campo di concentramento di Fossoli. Muraglie e reticolati vengono abbattuti per trasformare quei luoghi di odio e sofferenza in segni di speranza e di pace: nasce così Nomadelfia.