Riportiamo la testimonianza di una figlia di Nomadelfia Gabriella che ha vissuto in prima persona il dramma del Coronavirus. Il marito, portato in ospedale muore dopo pochi giorni. Ecco alcuni brani del “diario di bordo” della figlia Noemi . Con la testimonianza di Noemi e Gabriella vogliamo esprimere la nostra vicinanza a tutte le famiglie che hanno subito un lutto in questo periodo.

Primo giorno senza di te
... pensavo che tra quattro giorni
vorresti guardare tua moglie e dirle: "auguri"...
Ieri prima di andare via,
con il poco fiato rimasto,
l'hai guardata negli occhi anticipandole
che il regalo era già pronto, nascosto,
come se avessi premura di rassicurarla,
ricordandole che è sempre la persona più importante per te,
e il tuo amore è sempre presente giorno per giorno;
già in cuor tuo sapevi che forse non saresti tornato a casa...
Sei un guerriero papà,
ti aspettiamo tutti per dirti quanto ti vogliamo bene,
non siamo pronti a perderti.
Abbiamo bisogno del nostro angelo protettore.
 
Secondo giorno senza di te
...Abbiamo passato tutto il pomeriggio
ad aspettare qualche dottore
che ci desse una tua notizia,
fin quando qualcuno ci ha detto che sei vigile,
parlicchi, e hai un casco in testa per l'ossigeno.
Vorrei che quel casco
avesse il potere di farti estraniare dalla realtà,
di farti tornare ragazzino, ...
 
Terzo giorno senza di te
Papà, oggi sono andata dai tuoi uccellini...
Hanno cantato in continuazione
ed immaginavo cinguettassero per te,
ammetto che mi sono persino commossa.
I dottori dicono che sei stabile.
Tieni duro, noi ti aspettiamo il prima possibile,
ma rispettiamo i tuoi tempi.
 
Quarto giorno senza di te
.... Non ci hanno fatto sapere nulla oggi,
ma promettono di farlo domani.
Quanto ti vorrei abbracciare forte papà,
tu non ne hai idea.
Tu mi dici sempre di credere in Dio,
e ti commuovi sempre
talmente grande è la tua fede.
 
Quinto giorno senza di te
Oggi la dottoressa ci ha detto che
la tua situazione è compromessa,
è tutto il giorno che cerchiamo
di interpretare questa parola,
non riusciamo a darci pace.
Domani è il compleanno di tua moglie,
della tua compagna perfetta,
del tuo amore, del tuo angelo,
 
Per favore papà,
io sono fiduciosa,  
ho bisogno della tua protezione.
 
Quinto giorno e mezzo senza di te
Papà, scusa se ti scrivo troppo spesso,
ma ci manchi troppo.
Stasera ci ha chiamato l'ospedale,
hanno detto che sei peggiorato,
ma secondo te, gli crediamo?
Hanno detto che ti hanno dato
un po' di morfina, per non farti affaticare...
Papà devi diventare nonno ancora,
devi accompagnarmi sull'altare,
devi aiutarmi ad arredare casa,
devi insegnarmi ancora troppe cose.
Mamma ha appena sognato don Zeno,
preoccupato per te.
Fai preoccupare anche il paradiso,
hai risvegliato proprio tutti.
Ti amo papà, ti amo,
buonanotte, a domani

Cosa ci porta a pensare questo virus? Che non dobbiamo aspettare a dire ti voglio bene a chi ogni giorno ci è accanto, che non dobbiamo aspettare a dire grazie a chi ci dà sempre una mano, che non dobbiamo aspettare a chiedere scusa a chi abbiamo ferito, che non dobbiamo aspettare ad abbracciare qualcuno se lo desideriamo, che non dobbiamo aspettare domani se vogliamo fare qualcosa che ci può far stare meglio a partire da oggi. Questo virus è come la guerra, chi esce fuori dalle mura domestiche diventa un soldato, e può essere ferito da un momento all’altro; Questo virus ti fa capire che noi esseri umani abbiamo bisogno di cooperare per vivere, ti fa capire che ogni individuo fa la differenza, perché tutti siamo necessari in questa vita e tutti contano, ti fa capire che la condivisione ti aiuta a superare momenti di difficoltà, ti fa capire che la bellezza è lo stare uniti e non voltarsi le spalle. Amate, sempre.      

Gabriella e la figlia Noemi