A pochi giorni dal suo compleanno, dopo due anni di sofferenza senza lamentarsi, Nazarena è partita per la vita eterna. Figlia di Armando ed Iria, una delle prime coppie di sposi di Nomadelfia, era nata il 29 luglio 1954 ed era stata battezzata dal vescovo di Grosseto il 15 agosto successivo, in occasione della benedizione della chiesetta di Nomadelfia. Si trattava del primo gesto ufficiale della Chiesa nei confronti di Nomadelfia, dopo la laicizzazione “pro gratia” di don Zeno, che ne scrive così: “Ieri è venuto il Vescovo. È stata una cosa che nessuna mente umana avrebbe potuto prevedere. Una esplosione di vita veramente nuova. Ha lasciato nei nostri cuori la certezza che la Chiesa ci predilige e che ci attende alla Gloria delle sue sante conquiste. Dopo un effluvio di cordialità paterna, alla popolazione dei Nomadelfi che gremivano la nuova chiesa ha detto diverse volte: avanti, coraggio, avanti”.
Dalla nascita ad oggi Nazarena ha sempre condiviso con grande determinazione e in silenzio la vita di Nomadelfia. Per l’amore a questa vocazione, don Zeno l’aveva definita la “prima universitaria”, mentre a Subiaco proponeva ai suoi figli un approfondimento vivente delle idee e dei valori su cui è fondata Nomadelfia.
Il 22 gennaio 1974 si è sposata con Tommaso, con cui ha condiviso oltre 50 anni di matrimonio, e la loro famiglia si è arricchita di diversi figli, nati e rinati.




finalmente vi verrò ad incontrare. fin da ragazza ho sentito parlare di voi e mi sarebbe piaciuto tanto venire a Nomadelfia
Ho il cuore a pezzi…so nel profondo del mio cuore che è con Gesù nella pienezza del suo amore ma allo stesso tempo la sua assenza fisica fa davvero male!!! Anche se non c’è sento ancora la sua delicatezza, umiltà e fede così abbandonata a Dio. Ho condiviso con lei un momento tanto importante della mia vita, mi ha prestato la sua fede per chiedere a mio marito di sposarlo 3 anni fa durante alcuni giorni di ritiro passati a Nonadelfia, ed è stata al mio fianco con delicatezza durante poi tutta la nostra crisi post matrimonio sempre con ascolto umile e vero nel camminare fraternamente con me nella storia che Dio mi dava di vivere e di cui lei aveva condiviso un pezzo importante. Forse sentiva la responsabilità di quella proposta di matrimonio che era stata preceduta da una lunga camminata intima per le strade di Nomadelfia di cui mai scorderò le luci, i suoni, il calore, in cui le ho chiesto cosa fosse il matrimonio per lei, cosa significasse questa vocazione. in quei giorni avevo osservato le persone attorno a me e poi avevo scelto lei per quella conversazione chiedendo a Dio di usarla… vorrei tanto incrociare ancora una volta quegli occhi buoni e luminosi! Ero nel suo cuore e me lo dimostrava con la sua delicata presenza, così delicata da non farmi comprendere la gravità della sua situazione di salute e ho scoperto solo pochi giorni fa che se n è tornata da quel Gesù che ha servito e amato Donàndo tutta sé stessa a Tommaso in quella vocazione così feconda di cui mi parlava con la luce negli occhi e il fuoco nel cuore! Mi manchi Nazarena, perdonami se non ho compreso la tua sofferenza e non ho ricambiato il tuo amore con un gesto di maggiore vicinanza !!!!!!