Una vita spesa al servizio di Dio

Gen 12, 2024

Ogni inizio d’anno propone spunti nuovi per riflettere ed è un'occasione per rileggere la propria storia. A distanza di anni…

Ogni inizio d’anno propone spunti nuovi per riflettere ed è un'occasione per rileggere la propria storia. A distanza di anni infatti, si riesce a capire a meglio come Dio la conduce e come, attraverso momenti belli e di sofferenza, guidi le sue opere a favore dell’umanità.
In quest’ottica rivisitiamo gli avvenimenti più importanti del cammino di Nomadelfia. Il 6 gennaio 1931, Zeno saliva l’altare e diventava sacerdote. Durante la S. messa prese, di fronte a tutte le autorità e alla popolazione un giovane sbandato, Danilo, come figlio. Basta con l’assistenza, basta con la carità a metà, basta con le briciole del superfluo. Un figlio è per la vita, è un dono, una responsabilità che viene direttamente da Dio. Il Signore aveva scelto uno scarto, un rifiuto della società per iniziare un cammino nuovo di amore e dedizione.
Due anni dopo, il 22 gennaio 1933, don Zeno si trovava a S. Giacomo Roncole (MO) come coadiutore del parroco. La parrocchia aveva reagito positivamente all’arrivo del prete che voleva cambiare il mondo. Molte cose erano in movimento. E il vescovo di Carpi mons. Giovanni Pranzini dopo una giornata trascorsa in parrocchia, vedendo le attività e il fermento a favore del popolo, autorizza don Zeno a comprare il “Casinone”, un palazzo situato di fronte alla chiesa, che sarà la prima sede dell’Opera Piccoli Apostoli. Il vescovo vede e sottolinea come l’operato del sacerdote sia a favore di tutta la popolazione e rappresenti l’amore di Dio. È il primo riconoscimento di un cammino appena iniziato.
Proprio in questa data, il 22 gennaio, don Zeno ha voluto inserire l’avvenimento forse più importante, misterioso (incomprensibile all’occhio solo umano), la celebrazione della Seconda Prima Messa.
Nel 1952 infatti era stato allontanato da Nomadelfia e lui, per difendere il piccolo popolo appena nato, per difendere le centinaia di figli ritornati allo sbando e alla perdizione, aveva chiesto “pro grazia” di essere temporaneamente laicizzato. Così per 9 lunghi anni il noto prete diventava per tutti l'avvocato Saltini. E il  vescovo di Grosseto nella festa della Madonna Assunta del 1954, durante la benedizione della prima chiesetta a Nomadelfia di Grosseto gli dirà: “Si ricordi, questa è la sua via del Cielo”.
Il 22 gennaio 1962 parteciparono tanti amici, collaboratori, fratelli e figli accorsi da molte parti per, come disse don Zeno: “… vedere un miracolo di quelli che sa fare la Chiesa”.
Un altro avvenimento che Nomadelfia ricorda è il dies natalis del suo padre e fondatore. Il15 gennaio 1981 don Zeno entrava nella vita eterna e il piccolo popolo di Nomadelfia iniziava a camminare con le sue gambe, inciampando e rialzandosi, ma sempre sentendo viva la sua presenza. 

Quest’anno il Vescovo di Grosseto celebrerà la S. Messa in ricordo di don Zeno a Nomadelfia lunedì 15 gennaio ore 17,30 - alla presenza della popolazione e di quanti vogliano ringraziare il Signore per questa vita spesa al servizio di Dio.

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