LA CASA DO MENOR A NOMADELFIA DI ROMA

Nomadelfia di Roma è spesso protagonista di scambi con realtà lontane, che portano per pochi giorni i colori ed i profumo di luoghi diversi, ciascuno con le proprie ferite e le proprie benedizioni. Una delle realtà con cui questo scambio avviene regolarmente da qualche anno è Casa Do Menor. Si tratta di una associazione che opera in Brasile da 1986, ed è legata a Nomadelfia da un’amicizia profonda.

Racconta Padre Renato Chiera, suo fondatore:  “Casa Do Menor è una associazione che è nata quasi 32 anni fa per rispondere al grido di ragazzi che mi dicevano: “io non voglio morire e voi non fate niente”. […]  Era il grido di bambini, di adolescenti, di giovani e di tanti altri. E abbiamo captato che il grido loro era per avere un futuro, del pane, una casa, una scuola, ma il grido più grande era per avere una famiglia, la presenza di qualcuno che li facesse sentire figli. E poi era il grido per avere strumenti per costruire un progetto di vita futura. […] Casa Do Menor cerca di rispondere a queste due cose.”

Quest’ anno Nomadelfia ospita una loro equipe per dieci giorni di esercizi spirituali, condotti dallo stesso Padre Renato:  “Stiamo facendo gli esercizi spirituali in una comunità a cui siamo tanto attaccati, a cui vogliamo tanto bene, con cui ci sentiamo molto fratelli, che la comunità di Nomadelfia, che io conosco da molti anni per molti motivi ”. E poi un desiderio che è già stato esaudito: “La nostra comunità è venuta a Roma per fare un ritiro e poi perché avevamo il sogno di andare dal papa. Perché andare dal papa? […] è perché il papa rappresenta Gesù in terra ma anche la Chiesa, la Chiesa cattolica universale e lui ha un cuore grande, lui dice sempre che dobbiamo stare in strada, che dobbiamo andare nelle periferie… e noi prima di tutto credevamo di dare a lui anche una gioia – infatti abbiamo visto che era contento – e questo sogno si è realizzato. Volevamo affidare al papa, alla Chiesa, quest’opera […].”

Aggiunge Padre Renato: “Abbiamo già avuto tanti di quei regali che non ce lo meritiamo, ma diciamo grazie a Dio e grazie a tutti quelli che ci hanno accompagnato questa cosa. Vi ringraziamo proprio. Dio è meraviglioso e sempre ci sorprende!”

Anche noi ringraziamo Padre Renato e Casa do Menor per averci dato di nuovo la possibilità di rinnovare la nostra amicizia nel Signore!