la donna a nomadelfia

L’UOMO E LA DONNA CREATI A IMMAGINE DELLA TRINITA’

Quindi se Dio ha creato l’uomo e la donna e ha dato a ciascuno un carattere, vuol dire che devono viaggiare insieme.

Questa unione tra gli uomini e le donne non è solo il matrimonio, questo è un passo ma non è il solo. Quando Dio dice che la donna è compagna dell’uomo, vuol dire che è compagna dell’uomo anche se non è sposata”.

(don Zeno, settembre 1966)

L’otto marzo è una festa ricordata e celebrata ormai in tutto il mondo: la festa della donna. Le radici ci parlano di diritti violati, di rispetto negato, soprusi, prepotenze, umiliazioni… C’è ancora molto da fare perché l’essere donna e madre non significhi segregazione.

In molti paesi della terra, la donna è considerata un essere inferiore, un oggetto in mano all’uomo che può deciderne la libertà, la vita e la morte. Non le sono riconosciuti i diritti fondamentali, senza valore e senza dignità, vive una condizione di subordinazione e di schiavitù. Nel secolo scorso molte persone si sono dedicate a difendere la condizione della vita femminile, riscattandone i diritti sociali, politici ed economici. Dopo aver rivendicato e ottenuto diritti negati per secoli, la donna del mondo occidentale si trova ad affrontare temi urgenti e dolorosi. In nome della libertà, vive spesso schiava delle ideologie che la vogliono efficiente, libera da tutto e da tutti, libera anche di scegliere la vita o la morte di una creatura che ha preso vita nel suo grembo ma che non le appartiene. La donna è spesso considerata un oggetto di piacere: anche in questo senso, sono milioni le donne sfruttate, non rispettate, usate.

La Chiesa ci parla della grande dignità della donna. È stato Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Mulieris Dignitatem (1988) ad esplicitare un corale rendimento di grazie da parte dell’intera comunità ecclesiale. “La Chiesa, dunque, rende grazie per tutte le donne e per ciascuna: per le madri, le sorelle, le spose; per le donne consacrate a Dio nella verginità; per le donne dedite ai tanti e tanti essere umani, che attendono l’amore gratuito di un’altra persona; per le donne che vegliano sull’essere umano nella famiglia, che è il fondamentale segno della comunità umana; per le donne che lavorano professionalmente, donne a volte gravate da una grande responsabilità sociale; per le donne “perfette” e per le donne “deboli”, per tutte: così come sono uscite dal cuore di Dio in tutta la bellezza e ricchezza della loro femminilità”.

È la dignità che nasce proprio dall’essere donna: custode e protettrice della vita. Importante è riconoscere la donna come compagna dell’uomo, con pari dignità, ma con doti e forze specifiche e diverse rispetto all’uomo, prima tra tutte la capacità di donarsi e di sacrificarsi. In questa ottica ricordiamo le Mamme di Vocazione di Nomadelfia che, proprio nella data dell’8 marzo 1948, andarono al brefotrofio di Roma e presero come figli 120 “scartini”, bambini scartati dalle famiglie che volevano adottare un figlio. L’amore di una mamma non ha confini, quando una mamma apre le braccia per accogliere e amare, queste diventano il prolungamento del cuore di Maria che è mamma di tutti.