SALVIAMO LA PACE FACENDO LA GIUSTIZIA

“Pace a tutte le persone e a tutte le nazioni della terra!” È l’augurio di papa Francesco in occasione della 51° Giornata Mondiale della Pace. “La pace, che gli angeli annunciano ai pastori nella notte di Natale, è un’aspirazione profonda di tutte le persone e di tutti i popoli, soprattutto di quanti più duramente ne patiscono la mancanza”. E guardando alla situazione attuale di molti popoli, il pensiero e la preghiera del pontefice vanno agli “oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati”, ovvero “uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace”.

Accogliamo l’invito a guardare le migrazioni globali non come una minaccia, ma “con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace”. “Siamo consapevoli che aprire i nostri cuori alla sofferenza altrui non basta. Ci sarà molto da fare prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura. Accogliere l’altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza”.

Cosa possiamo fare noi oggi?

Proponiamo un discorso di don Zeno tenuto durante la “Serata di Nomadelfia” a Cervinia il 24 luglio 1976:

L’umanità ha bisogno di giustizia. Noi viviamo in un’epoca nella quale sarebbe possibilissimo nutrire tutti, fare la casa per tutti: bianchi, rossi, verdi, di tutti i continenti. Noi potremmo fare tutto questo. Invece siamo dei barbari, peggio dei barbari, siamo degli ingiusti. Ecco… e qui si va avanti molto male, perché non è più una roba dei cristiani e dei non cristiani. Siamo tutti insieme davanti a questo tribunale, davanti al quale siamo chiamati in giudizio anche adesso. Perché mentre io parlo chissà quanti milioni e milioni di poveri cittadini della terra che sono senza casa, senza famiglia, poi sono abbandonati e soffrono tutte le sofferenze immaginabili possibili. Un solo cittadino del mondo che sia senza mangiare, senza vestire, senza cure, condanna tutto il mondo. Uno solo ci condanna tutti”.

Vogliamo cambiare? Ciascuno di noi cambi se stesso, è la sola soluzione. Non state a bisticciare con gli altri, ma bisogna dare un’onda nel mondo di arrestare queste guerre, fermare queste guerre, questi pericoli. Chi è che li può fermare? Chi? I politici? Quelli non ce la fanno! È impossibile! Siamo noi, il popolo che dev’essere pronto a dare un esempio tale di bontà e di giustizia senza armi e senza niente, l’onda di un popolo che corre alla giustizia salva il mondo, salva tutto. E avremo finalmente la pace. Il popolo che aspetta la pace dagli altri e dagli “alti” non l’avrà mai”.