Benvenuto in famiglia, grazie papa Francesco!

Papa Francesco con i figli di Nomadelfia

“Ci vorrà tanto tempo per comprendere appieno la portata delle parole che ci ha rivolto Papa Francesco che sono assieme un invito ad andare avanti, ad essere aperti, a rinnovarci e a seguire contemporaneamente la strada iniziata da don Zeno”. Ha esordito così, emozionato, il presidente Francesco di Nomadelfia nella conferenza stampa di chiusura di questa splendida mattinata assieme a Papa Francesco.

Sì, siamo ancora in alto, in estasi e sicuramente ci vorranno tanti giorni per capire il grande messaggio di questa giornata, almeno tanti quanti quelli che abbiamo impegnato per organizzare questo incontro.

Anche don Ferdinando, successore di don Zeno, ha notato un Papa “sorpreso e ammirato” di conoscere la nostra realtà e di conoscere, soprattutto, la figura della mamma di vocazione “figura che più di ogni altra assomiglia alla Madonna, Vergine e Madre”.

Un conto è sentire raccontare di Nomadelfia, un altro è viverla e conoscerla: oggi questa esperienza l’ha vissuta anche il nostro Papa Francesco e noi abbiamo incontrato lui, profeta della nostra Chiesa, come fu allora il nostro Don Zeno.

Più che una visita è stata una venuta in famiglia. Dall’annuncio ufficiale del 2 febbraio scorso, in questi ultimi mesi, settimane, giorni, i preparativi si sono fatti sempre più intensi per accogliere al meglio il successore di Pietro.

Già dalle prime ore del mattino si respira un clima di grande trepidazione a Nomadelfia.

Più di 4000 persone, tra amici, collaboratori e conoscenti, si stringono oggi a Nomadelfia non solo per accogliere il papa, ma anche per dire che “sì, anche noi crediamo che è possibile vivere come fratelli, è bello vivere il Vangelo, anche noi vogliamo contribuire a costruire un mondo più giusto!”.

L’elicottero atterra alle ore 8,05 nel campo sportivo di Nomadelfia. Tutto come era stato previsto. Ad accogliere papa Francesco S.E. Mons. Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Grosseto, don Ferdinando, successore di don Zeno Saltini e Francesco, Presidente di Nomadelfia.

Inizia il viaggio di Papa Francesco per “vedere come e dove la comunità vive ed opera”. Lo aveva detto S. Giovanni Paolo II nella storica visita del 1989 alla Diocesi di Grosseto e a Nomadelfia.

La prima tappa è il cimitero di Nomadelfia. In questa stagione dell’anno sembra un giardino; è un luogo che parla di vita. Papa Francesco sosta sulla tomba di Irene, la prima Mamma di Vocazione, e prima di raccogliersi in preghiera sulla tomba del fondatore don Zeno, ascolta con attenzione il suo testamento spirituale. “È arrivato un po’ raccolto – ha raccontato il Vescovo Rodolfo che lo accompagnava – e piano piano, ascoltando Nomadelfia, si meravigliava. In modo particolare del lavoro, dell’educazione dei figli. Via via si riscaldava”.

Quando il papa raggiunge il gruppo familiare “Poggetto” trova tutti i componenti ad accoglierlo. Il primo ad accoglierlo è un papà: “Mentre raccontavo al papa i gruppi familiari mi ha sempre tenuto la mano”. E il papa saluta tutti, uno ad uno. La commozione è grande. Entrando nella casa si ferma in preghiera nella cappellina con la presenza di Gesù Eucaristia e affida due figli alle famiglie di Nomadelfia con le parole di Gesù dalla croce alla Madonna e a S. Giovanni: “Ecco vostro figlio”, e ai figli “Ecco i vostri genitori”. “Nel gruppo familiare mi è sembrato particolarmente attento – ha commentato don Ferdinando – ha respirato un clima di famiglia”. Due mamme avevano preparato una piccola colazione come benvenuto. E con grande sorpresa di tutti Sebastiano, uno dei bambini affidati, ha chiesto e ottenuto dal papa di fare un giro sulla papa mobile.

“È un papa attento alle persone – ha sottolineato il presidente Francesco – che vuole incontrare in ogni volto la figura di Cristo”.

L’arrivo nella Sala Don Zeno è atteso con grande entusiasmo! Il papa si ferma a salutare i malati e le persone più vicine al palco. Il presidente rivolge il saluto a nome di tutta la comunità riassumendo le linee essenziali di Nomadelfia: “Le chiediamo di accompagnare, in questo cambiamento epocale, la piccola Nomadelfia perché possa essere fedele alla sua vocazione e seminare ancora più fraternità tra le famiglie nel mondo”.

Come dono al Papa, i giovani offrono un momento di spettacolo per raccontare la storia e gli aspetti centrali della vita di Nomadelfia. Dalle origini, con l’accoglienza dei minori senza famiglia; l’arrivo delle prime ragazze che scelsero di farsi mamme di questi figli; l’apertura alle prime coppie di sposi, disponibili anch’essi all’accoglienza di figli in affido; fino ad oggi. I giovani sono visibilmente emozionati e papa Francesco ascolta ed osserva con grande attenzione. Al termine i ragazzi della scuola familiare donano al papa un libro realizzato da loro ed una pietra come simbolo del suo ruolo nel mondo: “Tu sei Pietro e su questa Chiesa edificherò la mia chiesa”.

Il papa si rivolge a Nomadelfia chiamandola “una realtà profetica”, “una grande famiglia col sapore schietto del Vangelo”. E conclude invitandoci ad andare avanti.

“La comunità deve fare tesoro delle parole che il papa ha detto e cercare nelle sue frasi delle indicazioni per il nostro futuro. In questo discorso c’è l’idea di una Nomadelfia leggera, in cammino, che si apre al mondo ed anche una grande continuità nel richiamarsi a don Zeno”.

 

Nomadelfia ti ringrazia Papa Francesco! E rinnova con profonda gioia il suo impegno di fedeltà alla Chiesa e di testimonianza nel mondo.