Diventiamo "artigiani di Pace". Buon anno 2019

 

Il primo gennaio 1968 è stata celebrata la prima giornata mondiale della pace. Questa giornata è stata voluta da papa san Paolo VI “come augurio e come promessa che sia la pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire”. Un augurio che è rivolto a tutti, credenti e non credenti perché la pace è un bisogno universale. Senza giustizia non c’è pace. Papa Francesco nel suo messaggio invita ad una revisione personale, sociale e politica.

 

“LA BUONA POLITICA È AL SERVIZIO DELLA PACE”,

Ecco il tema della giornata che celebriamo il primo gennaio 2019.

Papa Francesco ci ricorda che Gesù, inviando i discepoli in missione insegnò loro ad augurare “Pace in questa casa”.

La “casa” di cui parla Gesù  è ogni famiglia, ogni comunità, ogni Paese, ogni continente nella loro singolarità e nella loro storia; è prima di tutto ogni persona, senza distinzioni né discriminazioni. È anche il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine.

Dopo questo augurio veramente universale entra nel merito della situazione mondiale proponendo “la sfida della buona politica”.

La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza – ma, quando – non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione”.

Nel suo messaggio riporta “le beatitudini del politico” proposte dal card. Francois-Xavier Nguyen Van Thuan (1928-2002) che aveva trascorso 13 anni in prigione di cui 9 in isolamento.

Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.

Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.

Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.

Beato il poliotico che si mantiene fedelmente coerente.

Beato il politico che realizza l’unità.

Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.

Beato il politico che sa ascoltare.

Beato il politico che non ha paura.

 

Per poter vivere queste beatitudini, papa Francesco ci mette in guardia sui “vizi della politica” che “tolgono credibilità e autorevolezza”:

la corruzione,

la negazione del diritto,

il non rispetto delle regole comunitarie,

l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza, o col pretesto arbitrario della “ragione di stato”,

la tendenza a perpetuarsi nel potere,

la xenofobia e il razzismo,

il rifiuto di prendersi cura della Terra,

lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione  del profitto immediato,

il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio.

 

Ci viene poi rivolto l’invito ad una buona politica che promuove la partecipazione dei giovani e la fiducia nell’altro.

“Ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune. La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intelletuali, culturali e spirituali”.

Questa fiducia dobbiamo costruirla vincendo la “sfiducia che si radica nella paura dell’altro o dall’estraneo, nell’ansia di perdere i propri vantaggi, e si manifestra purtroppo anche a livello politico attraverso atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno. Oggi più che mai, le nostre società necessitano di “artigiani della paced” che possano essere messaggeri e testimoni autentici di Dio Padre che vuole il bene e la felicità della famiglia umana”.

Il pensiero di papa Francesco si rivolge a tutte le persone che sono morte nelle guerre, ai bambini che vivono in situazioni di conflitto, entra nel vivo delle situazioni di rifiuto che oggi tendono alla chiusura: “Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privazre i poveri della speranza. Va invece ribadito che la pace si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate”.

Per finire Francesco ci dice che la pace è possibile, non bisogna scoraggiarci ma credere in un grande progetto di pace”

“La pace in effetti, è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La pace è una conversione del cuore e dell’anima…”

Grazie papa Francesco per queste parole che ci scuotono e ci incoraggiano ad essere artigiani di questo progetto di pace.

 

Auguri di un Nuovo Anno 2019 che ci veda costruttori, artigiani di una nuova politica, una nuova giustizia e una pace che risuona nei canti degli angeli “pace in terra agli uomini di buona volontà” e prosegue nell’invio dei discepoli: “Pace a questa casa”