Le testimonianze passano da famiglia a famiglia. Da padri a madri, a figli, a nipoti. Generazioni che si susseguono, che abbiamo visto negli anni tornare a Nomadelfia.
Di anni, dalla sua fondazione, ne sono passati…, era il 1931, mancano pochi anni per arrivare a un secolo.
Non sono ricordi e testimonianze relegate a un passato ma una memoria viva.
Irene la prima mamma di vocazione e cofondatrice insieme a don Zeno. Sono 100 anni dalla sua nascita (1923-2023 ). Il 28 maggio la ricordiamo insieme a tante altre mamme a Nomadelfia.
IRENE DI NOMADELFIA “PRONTA COME UN SASSO IN FIONDA”
Irene Bertoni nasce a Mirandola il 6 febbraio 1923.
Entra in Nomadelfia, allora Opera Piccoli Apostoli il 21 luglio 1941. Aveva 18 anni, al tempo era minorenne
ed era studentessa liceale.
L’8 dicembre 1941, Irene, si presenta al Vescovo con due figli. Gli dice: “Non sono nati da me, ma è come se
li avessi partoriti io”. Le sono stati affidati da don Zeno. Il Vescovo benedice questa giovane, e in lei
benedice una maternità virginea, non dalla carne o dal sangue, ma dallo spirito e dalla volontà.
La famiglia di Irene verrà benedetta poi nel giorno di Natale del 1941.
Sembra un fatto da poco, ma con Irene nasce nella Chiesa e nel mondo una nuova figura: vergini non
consacrate, che rinunciano al matrimonio per accogliere figli abbandonati. Sono le “Mamme di vocazione”.
Altre donne la seguono. Dopo pochi anni si uniscono a loro anche famiglie di sposi, tutte disponibili ad
accogliere figli che si trovino in stato di abbandono.
Questi figli vengono accolti in Nomadelfia, e sono affidati all'altare alle mamme di vocazione o alle famiglie
di sposi con le parole che Gesù rivolse dalla croce alla Madonna e a S. Giovanni:
“Donna, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre”.
La risolutezza di Irene costituisce per don Zeno e per Nomadelfia il fondamento concreto per portare a
compimento tanti progetti. È la roccia sicura.
Infatti già a metà degli anni ’50 comincia a percorrere le strade di Roma e raccontava in anni recenti le
tante lacrime sparse per salire le scale di tanti palazzi e per bussare a tante porte, quando nessuno dava
credito a don Zeno e a Nomadelfia.
Per questo impegno in una costante ricerca di mezzi materiali oltre che in Italia inizia anche molti viaggi
all’estero, a cominciare dal 1965. In quell’anno parte per la prima volta per gli Stati Uniti, per una lunga
permanenza in cerca della Provvidenza.
Ripercorrerà anche negli anni successivi quelle strade, migrante in cerca di pane per i figli che sono a
Grosseto. E poi, almeno una volta all’anno, fino a qualche anno fa la ricerca si è concentrata in altri paesi
europei.
In questo lavoro ha cercato di far conoscere Nomadelfia anche ai vari esponenti dei Governi che si sono
succeduti in Italia, a cominciare dai presidenti della Repubblica. Già il 22 giugno 1948 era stata ricevuta dal
Presidente Einaudi, ma ha portato in diverse occasioni il Presidente Scalfaro a Nomadelfia, prima come
Ministro dell’Interno e poi come Presidente il 21 marzo 1999. Anche l’on. Andreotti era venuto come
Presidente del Consiglio. Tutto questo non l’ha mai allontanata dalla necessità insita nella sua persona di
essere una donna che si occupava della casa, dal cucinare al fare la spesa, al pulire, ecc. Lei era la mamma,
e nel corso della sua esistenza ha donato la maternità a 58 figli.
1 Danilo Dolci, Voci nella città di Dio, Società Editrice Siciliana, 1951
E naturalmente ha incontrato tante personalità ecclesiali. Oltre a molti cardinali e vescovi, che ha portato a
Nomadelfia, ha avuto udienze particolari con i papi, a cominciare da Pio XII nel 1957 fino all’attuale papa
Francesco incontrato l’11 gennaio 2012. Tra tutti possiamo ricordare il rapporto stretto con S. Giovanni
Paolo II, da lei avvicinato in diverse occasioni e che ha accompagnato nella visita a Nomadelfia, il 21 maggio
1989.
Ma i rapporti erano intessuti anche attraverso il segretario, il card. Stanislao Dziwisz. E il papa ha donato il
terreno dove Irene dal 2000 in poi ha portato avanti a Roma l’iniziativa di un gruppo familiare che voleva
fosse Centro di Spiritualità, luogo di incontro e testimonianza.
Senza dubbio è questa la grande eredità che lascia a Nomadelfia, il suo testamento. Come invita papa
Francesco nella Evangelii gaudium, la proposta evangelica deve confrontarsi con la città, perché nelle città
vive gran parte della popolazione mondiale.
Il 15 maggio 2016, nella solennità di Pentecoste, Irene è partita per la vita eterna.
Lo Spirito Santo, nel giorno di Pentecoste, ci ha messo davanti tutto questo. Irene ha compiuto la sua
missione. Ora Nomadelfia deve continuare sui suoi passi e su quelli di don Zeno.
Programma dell’evento
100 anni dalla nascita di mamma Irene – Cofondatrice di Nomadelfia
PROGRAMMA
ore 9,30 In sala don Zeno saluti di Giancarlo, Presidente di Nomadelfia.
Breve video.
Interventi di
• Rosanna Virgili, biblista: Le mamme di vocazione: la maternità virginea a imitazione di Maria.
• Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita: La donna e la maternità come missione oggi.
• Don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana: la novità di Irene e l’attualità delle mamme di vocazione.
ore 11,30 S. Messa presieduta da mons. Andres Ferrada Moreira, Segretario del Dicastero del Clero.
ore 13,00 Pranzo comunitario.
ore 15,00 In sala don Zeno, momento di incontro con testimonianze, video, recitazione, danze presentate dai nostri figli e conclusione con il canto Fratelli tutti.


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