don Ferdinando di Nomadelfia
Hanno guardato la finestra e il sogno è passato
Don Zeno racconta che quando era ragazzo gli dicevano: "Quando fai un sogno, un bel sogno, e ti svegli, non guardare la finestra perché se no lo dimentichi subito".Sono sempre meno oggi i luoghi nei quali il sogno di essere tutti fratelli è custodito. Ancora meno quelli nei quali è ricercato come esperienza di vita comunitaria.
La finestra esercita una grande attrazione per l'uomo contemporaneo. Siamo passati dalle finestre vere, quelle che per secoli sono servite a fornire la luce ai diversi ambienti, a finestrelle in miniatura, mobili. Si possono addirittura indossare. Ed è generale la cura di averle sempre con sé e guardarle non appena possibile.
È passato poco più di un secolo, rispetto a quando don Zeno era ragazzo, e quasi non si sogna più nel sonno, ma davanti ai video.
Se guardare la finestra, quella vera, richiamava alla realtà, queste finestrelle artificiali distraggono a tal punto che, senza accorgersene, rimaniamo sempre più soli.
Invece abbiamo bisogno sempre più di compagnia. L'orizzonte si fa oscuro e incerto. Quando procedere diventa difficile non ci resta che tenerci per mano, gli uni accanto agli altri, guardando dove mettiamo i piedi.
Dei sentieri, per lungo tempo battuti dagli umani, si sono quasi perduti i tracciati. Ciò significa che è ora di cambiare. Ma il nuovo sentiero dov'è?
La Bibbia ci insegna che, in circostanze analoghe alla nostra, il buon Dio ha mandato persone lungimiranti, chiamate "profeti".
A Nomadelfia siamo convinti che don Zeno, nostro fondatore, sia uno di essi.Un mondo in trasformazioneIn un articolo su "Avvenire" (20/01/25), padre Paolo Benanti, noto esperto di intelligenza artificiale, paragona questo nostro tempo di transizione, al 1500, un'epoca segnata dalla scoperta delle Americhe, dall'espansione europea e dall'inizio della modernità.L'epoca del Rinascimento e delle grandi scoperte geografiche fu un momento di grande disordine e di trasformazione... Le società europee passarono da una visione del mondo centrata sull'Europa e sulla chiesa cattolica, a una prospettiva globale, con nuove terre, nuovi popoli e risorse che ridefinivano le relazioni economiche e politiche. Questo periodo vide anche la Riforma protestante, che frammentò l’unità religiosa dell'Europa e ridisegnò il rapporto fra Stato e Chiesa. Le scoperte scientifiche di Copernico e Galilei sfidarono la visione geocentrica dell'universo, mentre le innovazioni nella navigazione e nella costruzione navale permisero l'esplorazione di nuovi mondi. Il conseguente nuovo ordine economico destabilizzò ulteriormente le strutture tradizionali.
Anche oggi come allora assistiamo a trasformazioni analoghe.
A questo si aggiunge il fatto - secondo padre Benanti - che l'intelligenza artificiale sta trasformando profondamente le dinamiche sociali, politiche e giuridiche, sollevando interrogativi cruciali.
Se da un lato l'intelligenza artificiale offre opportunità per migliorare l'efficienza amministrativa e l'accesso alla giustizia, dall'altro richiede una vigilanza costante per evitare concentrazioni di potere non democratiche.
I Carismi dello spirito gettano fasci di luce sulle incertezze prodotte dalle trasformazioni in atto. Per don Zeno e i primi che furono chiamati a seguire la sua profezia non fu facile compiere questa missione.Si tratta di cambiare civiltàQuando le contraddizioni nei diversi campi dell'esperienza umana superano ogni limite, quasi sempre scoppia una guerra. Le persone più sensibili avvertono l'urgenza di intraprendere cambiamenti profondi nella società.
Dopo la prima guerra mondiale (1915-18) don Zeno, poco più che ventenne, intuisce il bisogno di cambiamenti radicali nella società del suo tempo. Sempre più chiaramente l'obiettivo verso cui puntare sarà il cambio di civiltà.
Il giovane Zeno su questo tema ha come una illuminazione interiore - "Cambio civiltà!" - che gli risuona dentro come urgenza indilazionabile.Ma, in concreto, che cosa significa tutto ciò? E da dove cominciare? A questo punto della storia ci è dato di constatare ancora una volta che Dio ha le sue vie e non finisce mai di sorprenderci.
Ad aiutare Zeno a prendere coscienza che è chiamato a una vocazione speciale, sarà San Giovanni Calabria. I santi sono abilitati dallo Spirito Santo a farci scoprire che la civiltà "nuova" altro non è che il Vangelo vissuto. Alla luce di questa verità Zeno prenderà decisioni importanti. Prima fra tutte quella di farsi sacerdote.
La stessa proposta di Nomadelfia può essere ricondotta a quella intuizione.
La nuova civiltà proposta da Gesù è chiamata da lui, regno dei cieli, che significa l'aspetto sociale della vita di Dio. In quanto divina non è visibile. Noi vediamo delle opere di Dio l'aspetto strutturale. Esse sono eseguite da noi umani in obbedienza ad un ordine recepito nella coscienza. Prima di rappresentare il frutto dell'intelligenza e della volontà, sono un atto di fede. È questo il lato invisibile di Nomadelfia.Una proposta credibileGli sviluppi delle opere di Dio coincidono spesso con periodi di crisi strutturali. Ciò può derivare dal fatto che gli esseri umani tendono a scambiare la fedeltà specialmente come ricostruzione del passato, di ciò che di esso fu concretamente più visibile.
La fedeltà allo spirito di Dio, perennemente "rinnovatore della faccia della terra", esige invece anche la disponibilità al cambiamento. San Paolo ci ricorda che:
"se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita siamo da commiserare più di tutti gli uomini"
san paolo (1 Cor 15,19).
Nomadelfia altro non è che un perenne atto di fede. Le circostanze storiche possono mutare, ma il bisogno di sentirci amati da Dio e sostenuti dall'amore fraterno non verrà mai meno.

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