Jeunesse Lumière: una scuola per conoscere la bellezza del regno di Dio

Nomadelfia di Roma ha accolto e ospitato dal 2 al 7 giugno 30 giovani francesi, polac­chi, argentini, spagnoli, egiziani, africani, provenienti dalla scuola di pre­ghiera “Jeunesse lumière”.

Questa scuola si rivolge ai giovani che vogliono dare genero­samente a Dio un anno della loro vita (da settembre a giu­gno), per formarsi alla preghiera e alla mis­sione diventando testimoni di Cristo tra gli altri giovani. Quattro sono i punti im­portanti:

 Preghiera, formazione, comunità, missione.

Al fondatore Daniele Angel, presente anche quest’anno con i suoi ragazzi, abbiamo rivolto alcune domande.

Tu che sei a contatto con tanti giovani di tutto il mondo, come vedi la gioventù oggi?

Dipende dal paese, dal continente, i giovani non sono uguali dappertutto. Nei paesi occidentali, Nord America, Europa, c’è una grande confusione con l’idea satanica dei gender: “Non so se sono un ragazzo, una ragazza …” allora l’idea di cambiare identità sessuale. C’è urgenza di mettere la luce di Dio, la luce del cielo sul grande mistero del sesso”.

Perché è nata la scuola di preghiera?

40 anni fa, ritornato dall’Africa dopo 14 anni di missione, sono rimasto scioccato di vedere molti giovani colpiti dal virus della disperazione, della tristezza. Ho domandato al Signore la luce per vedere cosa si poteva fare per tutti questi giovani, come dare loro speranza, forza, gioia, grande gioia di vivere e, di far conoscere e amare nostro Signore Gesù.

E’ molto importante posare le radici nel cuore di Gesù, per tutta la vita. E’ un noviziato per generare nuovi e generosi apostoli. Grazie a Gesù ci saranno molti frutti.

Come è l’incontro con Nomadelfia?

Ringrazio per la vostra meravigliosa esperienza, grande dono per noi scoprire questa meravigliosa comunità amatissima da Gesù e da papa Francesco che è venuto a trovarvi. Grazie, mille grazie.