Le Serate di Nomadelfia: una fraternità da costruire


“Avete trasmesso tanta gioia. Avete trasmesso la vita perché quando c’è la gioia c’è la vita. Io credo che don Zeno vuole lasciarci questo messaggio, di una gioia che deve essere traboccante in tutti noi. La gioia di sentirci amati da un Dio che e padre e cammina con noi”.

È questo l’eco che le Serate di Nomadelfia hanno lasciato in Puglia, secondo il Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli Mons. Giuseppe Favale.

“Quello che ci avete proposto ci sembra un sogno, invece è realtà, è vita. – questa volta è un giovane sacerdote a esprimere le sue impressioni – E io che sono stato a Nomadelfia posso testimoniare che è possibile vivere il Vangelo, è possibile accogliere l’altro e abbattere i muri”.

Dalla fine di luglio circa la metà della popolazione di Nomadelfia si è spostata in Puglia, accolti prima ad Andria e in seguito a Monopoli, per portare un messaggio di speranza attraverso le Serate, che Nomadelfia propone nelle piazze dal 1966. “Non portiamo noi stessi, le nostre qualità, e non portiamo nemmeno Nomadelfia”, è quanto ha ricordato l’attuale successore di don Zeno in occasione dell’imminente partenza per le Serate. “Andiamo per portare il Vangelo, una buona notizia per tutti”.

Anche il Vescovo di Andria, Mons. Luigi Mansi e di Cerignola, Mons. Luigi Renna, hanno incontrato i nomadelfi nella tournée estiva delle Serate. Oltre a loro, sindaci, assessori e parroci hanno colto negli spettacoli di danze un appello alla condivisione e alla fraternità.

È stato un mese intenso, 10 le località toccate con le Serate per un totale di 16 repliche, ma anche ricco di incontri con le persone del luogo e momenti di approfondimento. Significativa la visita del Presidente nazionale della Consulta Antiusura, Mons. Alberto D’Urso, che ha incontrato i nomadelfi ad Andria raccontando la sua esperienza e il suo impegno per combattere il “gioco” d’azzardo. Non sono mancati momenti di ricreazione e occasioni per ammirare le bellezze naturali e architettoniche del territorio. Numerose le visite alle città e ai luoghi che raccontano la fede delle popolazioni nel corso dei secoli: Monopoli, Bari, Ostuni, Polignano, Trani con la sua nota cattedrale bianca sul mare, Canosa con i bellissimi sotterranei, il castello di Federico II a Castel del Monte, le Saline di Margherita di Savoia, le Grotte di Castellana. Importanti novità di quest’estate sono state la testimonianza portata dai figli più grandi al carcere minorile di Bari e la partecipazione dei giovani all’incontro a Roma in preparazione al Sinodo dei Vescovi 2018.

Ma questa è solamente la parte che più si rende visibile, come la punta di un iceberg, come quegli arbusti che potati a raso, tornano ogni anno a fiorire rigogliosi. Essenziale è sempre ciò che sta alla base. Senza radici vive e forti nessuna pianta trova la forza per portare frutto. “Siamo un popolo che in parte va sul palco, ma tutto vive”, ha ricordato don Ferdinando di Nomadelfia durante la Serata a Bitetto. Nel contempo infatti la vita a Nomadelfia è continuata con maggiore intensità, uniti nella preghiera costante con la parte di popolazione impegnata nell’apostolato in Puglia. Molto numerosa l’affluenza di visitatori giunti chi in cerca di risposte per la propria vita, chi con la voglia di approfondire un modo diverso di vivere, chi con il desiderio di sperimentare per qualche giorno un’esperienza di fraternità.

“Lo sforzo della propaganda è lo sforzo di una fraternità da costruire”, è quanto afferma un filosofo francese a proposito della “propaganda della fede”, ovvero la diffusione della buona notizia del Vangelo. E la piccola Nomadelfia, come di consueto, si è avventurata anche quest’anno sulle strade del mondo, consapevole che l’apostolato più eloquente non è quello fatto dalle belle parole scandite davanti alle telecamere di uno studio televisivo, ma è quello testimoniato dai piccoli gesti compiuti nel silenzio e nella gioia di servire nel fratello il Signore. La predica più ascoltata e compresa è la vita di ogni giorno, lo ricordava anche San Francesco ai suoi confratelli, allorché li inviava a due a due per le strade di paesi e città: “Andate e predicate il Vangelo, se fosse necessario anche con le parole!”.

Dopo l’estate Nomadelfia riparte con un rinnovato entusiasmo. “Speriamo che anche per voi sia stata una visione bella, quasi come una visita, una carezza, un abbraccio”, è sempre don Ferdinando di Nomadelfia che dal palco saluta la piazza gremita a nome di tutta la popolazione. “Io in qualche modo questa sera ricevo anche un abbraccio e una carezza da voi, perché vedendovi così numerosi, quasi come un popolo che ci circonda, mi sono sentito riempire di gioia. E voi avete dato un riflesso positivo, fresco, entusiasmante ed entusiasta di un popolo che di fronte a cose semplici, belle, di bambini, sa ancora cogliere, come le api che volano sui fiori, il nettare”.

Non accontentiamoci allora “del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila”, è l’invito rivolto da Papa Francesco ai giovani riuniti al Circo Massimo in preparazione al Sinodo 2018. “Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fraternità: rischiate, andate avanti!”