Nomadelfia piange per la partenza di Papa Francesco per la vita eterna. La fraternità è stata una filigrana sotto la quale leggere tutto il suo pontificato e questa parola fondamentale ha sottolineato anche nei due incontri particolari che abbiamo vissuto con lui:
- il suo 80° compleanno nella sala Clementina, il 17 dicembre 2016
- e il 10 Maggio 2018, quando è venuto a trovarci a Nomadelfia di Grosseto.
Nella Sala Clementina, aveva ricordato don Zeno:
Don Zeno Saltini, il vostro fondatore, aveva capito bene queste cose e, pur tra difficoltà e incomprensioni, è andato avanti fiducioso, con l’obiettivo di portare la buona semente del Vangelo, anche nei terreni più aridi. E ci è riuscito! La vostra comunità di Nomadelfia ne è la prova. Don Zeno si presenta a noi oggi come esempio di fedele discepolo di Cristo che, ad imitazione del divino Maestro, si china sulle sofferenze dei più deboli e dei più poveri diventando testimone di una carità inesausta. Il suo coraggio e la sua perseveranza vi siano di guida nel vostro quotidiano impegno di far fruttificare i germi di bene che egli ha abbondantemente seminato, animato da passione evangelica e sincero amore alla Chiesa. Chi avrà nutrito, vestito, accolto uno dei più poveri tra gli uomini, avrà nutrito, accolto, amato lo stesso Figlio di Dio. Chi al contrario avrà respinto, ricacciato, dimenticato uno dei più piccoli e deboli, avrà trascurato Dio stesso. Come dice san Giovanni: «Se non ami il tuo fratello che vedi, come puoi amare Dio che non vedi?» (cfr 1 Gv 4,20).
E a Nomadelfia di Grosseto, il 10 maggio 2018: Nomadelfia è una realtà profetica che si propone di realizzare una nuova civiltà, attuando il Vangelo come forma di vita buona e bella.
Il vostro Fondatore si è dedicato con ardore apostolico a preparare il terreno alla semente del Vangelo, affinché potesse portare frutti di vita nuova. Cresciuto in mezzo ai campi delle fertili pianure dell’Emilia, egli sapeva che, quando arriva la stagione adatta, è il tempo di mettere mano all’aratro e preparare il terreno per la semina. Gli era rimasta impressa la frase di Gesù: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio» (Lc 9,62). La ripeteva spesso, forse presagendo le difficoltà che avrebbe incontrato per incarnare, nella concretezza del quotidiano, la forza rinnovatrice del Vangelo.
La Legge della fraternità, che caratterizza la vostra vita, è stato il sogno e l’obiettivo di tutta l’esistenza di Don Zeno, che desiderava una comunità di vita ispirata al modello delineato negli Atti degli Apostoli: «La moltitudine di coloro che erano diventati credenti avevano un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune» (At 4,32). Vi esorto a continuare questo stile di vita, confidando nella forza del Vangelo e dello Spirito Santo, mediante la vostra limpida testimonianza cristiana.

Papa Francesco è stato guida illuminata della Chiesa Cattolica e testimone instancabile del Vangelo della pace, della giustizia e della misericordia. Con coraggio, umiltà e visione, ha saputo parlare al mondo intero, promuovendo dialogo e solidarietà. Ho avuto l’onore di incontrarlo nel 2018 a Nomadelfia, alle porte di Grosseto, in occasione della sua visita alla comunità fondata da don Zeno: in quel breve ma intenso incontro ho potuto cogliere tutta la sua forza e il suo carisma francescano. Il suo impegno per i più fragili e la sua voce in difesa della dignità umana resteranno un esempio universale.
Grazie per tutto ciò che ci hai donato.