È l’invito rivolto a tutti i giovani da Papa Francesco nella Christus Vivit e quanto abbiamo toccato con mano trascorrendo una giornata nella comunità di San Patrignano, che da più di 30 anni accoglie coloro che seriamente decidono di uscire da gravi dipendenze.

Siamo arrivati in 130 tra bambini, giovani e adulti impegnati nella tournée estiva delle Serate di Nomadelfia, quest’anno in Emilia Romagna. Un gruppo di ragazzi ci accoglie all’ingresso e ci accompagna fianco a fianco in ogni momento, sono i nostri angeli custodi. Del resto è ciò che fanno abitualmente tra di loro. Appena un ragazzo entra nella comunità, subito riceve in dono il suo angelo custode, un giovane già avviato nel percorso di recupero che gli starà accanto giorno e notte.

Oggi San Patrignano è un piccolo paese con più di mille ragazzi in percorso e circa 200 persone che vi si dedicano come volontari. Si ritengono essere “una grande famiglia dove il tuo passato non conta”. Le attività sono tutte di alto livello e portate avanti dai ragazzi: officine, forno, stalla, caseificio, cantina, un laboratorio tessile e anche un ospedale. “Di per sé non ci interessa avere strutture di prima qualità”, ci racconta Fabio, uno dei responsabili.Qui arrivano ragazzi che hanno distrutto tutto quello che avevano; lavoro, famiglia, amici. Il nostro scopo è di far capire loro che con l’impegno, la costanza e il sacrificio possono realizzare imprese e prodotti di qualità”.

Alla “Serata” erano tutti presenti. Le danze vengono accompagnate e sospinte dal battito di mani, l’entusiasmo cresce di scena in scena, fino a quando tutta la platea si alza in piedi per la grande ovazione finale. L’emozione è tanta, anche per i ballerini. “Grazie a nome di tutta la comunità di San Patrignano! È stata una giornata faticosa ma interessante. Il nostro segno è un abbraccio, da parte mia, da parte di tutti noi”, sono le parole di Fabio nel rivolgere l’ultimo saluto dal palco al termine della Serata. In dono un libro del fondatore Vincenzo Muccioli, uno per i papà, uno per le mamme e uno per i ragazzi.

Nomadelfia vi ringrazia, carissimi giovani, uno ad uno. Grazie per la vostra dura ma grande e bella testimonianza di impegno e di speranza, che personalmente ci interpella, ci costringe a spogliarci di tante sovrastrutture e prendere sulle spalle la responsabilità di quanto abbiamo gratuitamente ricevuto. Papa Francesco ricorda ad ognuno di noi che “i sogni più belli si conquistano con speranza, pazienza e impegno, rinunciando alla fretta” e alla paura di sbagliare. “Anche se sbagli, potrai sempre rialzare la testa e ricominciare, perché nessuno ha il diritto di rubarti la speranza”. Non per tutti genericamente, ma per ciascuno singolarmente, per me, per te, per ognuno nella sua specifica situazione di vita è doveroso dunque “perseverare sulla strada dei sogni”, che in fondo conduce a prendere il largo e uscire da se stessi.