“Pronta come sasso in fionda” così Danilo Dolci descriveva Irene, prima mamma di Nomadelfia, che tre anni fa partiva per la vita eterna. Era il giorno di Pentecoste: come a voler consegnare Nomadelfia nelle mani dello Spirito Santo.

La vogliamo ricordare con il racconto della sua maternità, scritto da Dino Buzzati sul Corriere della Sera il 12 maggio 1949.

Una giovane donna li ha assunti come figli, come figli autentici li ama, e non importa se uno viene da Roma un altro da Caltanissetta e così via. Con altrettanta forza tutti e ventiquattro sono attaccati a lei. E fra di loro si vogliono bene esattamente come fratelli, anzi di più perché i fratelli, quando sono in tanti, fan presto a litigare. Un collegio? Una famiglia come le nostre, anzi più stretta.

E tutto intorno… Altre famiglie come questa, piene di bambini con mamme che non li hanno partoriti. Ma se ciascuna li avesse portati, tutti e 15, o 20, o 24, dentro di sé per nove mesi e dopo li avesse dati alla luce urlando, se ognuno dei 15 o dei 20 fosse nato da un meraviglioso amore, se veramente quella torma di bambini fosse carne della sua carne, più di così non li potrebbe amare.”