Sono dentro casa e… penso al senso di frustrazione provato nel momento in cui mi sono sentita negata la libertà  – o il diritto se vogliamo – di andare un po’ più in là dai soliti metri che circondano la mia abitazione per entrare in contatto con una città che ora mi sembra quasi sconosciuta, lontana dalla mia percezione. Nonostante ci sia fisicamente calata pienamente dentro. Ho avuto letteralmente il desiderio di esplorarla, di rivedere alcuni posti vuoti senza persone ed ascoltare il silenzio, la sofferenza della stessa città a non sentirsi vissuta, probabilmente ciò mi avrebbe restituito solo malinconia o, forse, quasi un senso di tranquillità. È talmente strano desiderare così tanto qualcosa che prima di quel momento non avevi mai pensato di dover realmente apprezzare, perché data troppo per scontata. Sensazioni contrastanti queste: in alcuni momenti odiamo l’eccessivo frastuono delle città e tendiamo maggiormente ad amarle per una più semplificata connessione con esse quando sono silenziose ma, mai come in questo momento, desidero che quelle stesse città da cui tanto e troppo spesso si pretende il silenzio, si ripopolino dell’entusiasmo e della frenesia delle persone.   F.(BO)

Sono dentro casa,
al limite sul balcone
quanto è diventato piccolo questo appartamento
per sei persone
quanto è grande
rispetto a chi neanche ce l'ha
Come è diventato dolce
l'orizzonte del palazzone di fronte
altre famiglie mai viste
sul balcone come noi a cantare
Un ferreo programma
di attività
per tenerci vivi
sani
saldi nella fede
istruiti
pronti a ricominciare a correre tutti e sei .      G. (RM)
 
Sono dentro casa ma lontano da casa.
Vorrei poter uscire ma rimango dentro questa camera, fuori solo il silenzio
e il canto di un uccellino mai sentito.
Il sole entra dalla finestra e penso a quante volte gli sono sfuggita
preferendo queste mura al suo calore. Eppure, era una mia scelta.
Adesso non posso scegliere. Ubbidisco ma dentro voglio correre,
riabbracciare, tornare.
Guardo il telegiornale due volte al giorno con un briciolo di speranza ogni volta.
Poi però lo spengo e rimane la sofferenza e la rassegnazione.
Esco per fare la spesa, piccolo dono: posso uscire e respirare.
Rientro ma solo angoscia e il ricordo di sguardi pieni di paura e diffidenza.
Telefono ad amici rinchiusi come me, capiscono e alleviano.
Non sono sola, io non sono sola.   M. ( BO).