Serate di Nomadelfia. Una proposta di fraternità.

 

Dal 1965 Nomadelfia vive il periodo estivo in un modo singolare, nel quale la ricreazione e l’incontro con le popolazioni si intrecciano. Don Zeno ebbe l’intuizione di far vivere ai giovani e agli adulti di Nomadelfia un intenso periodo di  incontri e testimonianze con il popolo. Con le “Serate”, giriamo nelle regioni italiane a portare nelle piazze uno spettacolo che raduna persone di diverse estrazioni sociali, religioni e aspirazioni. A tutti proponiamo, attraverso l’esempio della  nostra vita, un messaggio di speranza: si può cambiare, costruire un mondo più giusto e fraterno. Attraverso le danze dei figli, le parti recitate, gli spezzoni dei filmati storici, presentiamo la nostra proposta di vita, che, come ha ricordato papa Francesco in visita il 10 maggio a Nomadelfia : “si propone di realizzare una nuova civiltà, attuando il Vangelo come forma di vita buona e bella”.

Le “Serate” sono un momento di gioia, “due salti in famiglia”, come diceva don Zeno , che riescono a creare nelle piazze un’aria nuova densa di sogni, speranze, desideri, aspirazioni che sono nell’animo di ogni uomo.

“Di fronte a un mondo che talvolta è ostile agli ideali predicati da Cristo, non esitate a rispondere con la testimonianza gioiosa e serena della vostra vita, ispirata al Vangelo”, queste parole  rivolteci dal Papa ci incoraggiano a continuare a portare il nostro messaggio di gioia e amore .

Quest’estate saremo presenti in Puglia, avremo modo di conoscere e di farci conoscere  in uno scambio di amore gratuito, infinito.

Siete tutti invitati a partecipare a questo momento di festa.

 Proponiamo una riflessione di don Zeno sulle “Serate di Nomadelfia”.

Collesalvetti, 17 luglio 1971

DANZA CASTA

“Signore mio, ieri sera a Cecina abbiamo partecipato alla prima delle serate di quest’anno con le danze e il discorso al popolo. Veramente è uno spettacolo evangelico, bello, innocente, casto, edificante, elevante l’anima del popolo, il quale applaudiva affettuosamente e, direi sorpreso. La danza casta, la chiamò il Vescovo Mons. Gasbarri, Amministratore Apostolico della diocesi di Grosseto.

Non è facile capire il tuo Volo, Signore. Questa iniziativa che muove tante anime, che fa vivere emozioni misteriose nella gioventù e fanciullezza nei figli di Nomadelfia, viaggianti attraverso l’Italia, protetti e amati dai loro babbi e mamme, i quali in solido li amano: si sentono tranquilli perché sono amati e protetti. E’ un fatto misterioso, è nei primi misteri della tua vitalità umana e divina sulla terra. Tu viaggi con noi di paese e città, in paese e città e dovunque arriviamo tu sei con noi, in noi, nel nostro “unum” con te. Quando i figli di Nomadelfia appaiono sul palcoscenico avvincono il popolo. Il popolo che capirà? Nemmeno io so quel che capirò in ogni serata. Sei un mistero, Gesù mio. Sei un mistero di Verità che vive in noi e che non sappiamo capire, se non vivendolo alla stessa guisa che viviamo la pianta e non ne vediamo le radici.”