Con questa meditazione di don Zeno vogliamo riflettere insieme sul valore della scuola e augurare a tutti un buon inizio dell’anno scolastico!

“Qui si tratta di imparare a vivere non solo a studiare, perché ci sono degli uomini che hanno studiato e fanno delle cose brutte e molte. Vedete? Hanno studiato e fanno le guerre. Va bene fare le guerre? “No”. Uno può studiare fin che vuole ma se poi fa di queste cose…

Bisogna imparare a vivere e, per saper vivere, bisogna studiare la vita vivendo.

Basta parlare o bisogna anche fare? Questa non è una scuola morta, ma vivente: vuol dire che fa delle cose che vivono. Un ragazzo deve imparare a leggere e scrivere, va bene; ma basta saper leggere e scrivere o bisogna anche saper vivere? Bisogna saper vivere e anche leggere, scrivere perché è vivere anche quello lì; quindi non è una scuola, ma parte della vita. Non è tutta qui la vita, è anche là dove vai a mangiare e giocare; e quando vai a Messa è vita anche quella lì”.

La scuola di Nomadelfia trova nei babbi e nelle mamme gli artefici naturali della scuola “familiare”. La famiglia assume una funzione centrale. Infatti, ricorda don Zeno nel 1971, “non si tratta di scuola, anche perché scuola non è la parola giusta. La parola giusta è educazione, formazione, che comincia all’altare quando si fa un matrimonio e finisce con il passaggio alla vita eterna”.

Il fine di tutto l’insegnamento in fondo è di “conoscere se stessi e le proprie esigenze (che sono uguali a quelle degli altri esseri umani), per poter essere utili all’umanità intera”.