In questa lettera don Zeno invita i giovani di Nomadelfia ad essere consapevoli del grande impegno apostolico che vivranno durante l’estate.

 

Cari Figli, siamo alla viglia della partenza per la tournée o missione nostra. Questa è una iniziativa che ha tutte le caratteristiche di attraente missione cristiana sociale, che porta letizia, sollievo ed edificazione spirituale a moltitudini di anime che nelle spiagge passano le loro vacanze, rifacendosi nel fisico e riposandosi in tutto il loro essere. E avviene anche in favore di altre anime che nelle spiagge trovano il modo di profanare tanto dono di Dio degenerando in un modo di comportarsi che disonora l’essere umano. Molte di queste anime, tra le une e le altre, si fanno spettatrici e compartecipi, sempre rispettose ed entusiaste delle nostre fraterne manifestazioni e noi non potremo mai misurare con la mente tutto il bene che riverseremo nel loro spirito, per le une a maggiore perfezione e per le altre come richiamo a risorgere a vita nuova.

Noi dunque ripartiamo per queste iniziative sante e molto belle, per fare conoscere che esiste una vita nuova, la quale tutto fa rinascere a bontà. Portiamo la danza, la parola, i canti, quindi la ricreazione, la salvezza della gioventù che perde per qualsiasi motivo la famiglia; proponiamo la fraternità solidale nel lavoro, nello studio, nella cura dei figli, il gruppo famigliare che affratella le famiglie, l’apostolato nel popolo che invita il mondo al cambiamento di rotta, invocato dalla Chiesa.

Tutto questo faremo vedere e vivere alle moltitudini che popoleranno in questi giorni – dal luglio all’agosto – le spiagge. E voi tutti, carissimi figli, partecipate come messi di Cristo Salvatore, lietissimi di essere così utili alla grande causa del cambiamento di rotta, che il mondo intero dovrà pur realizzare, se non vuole andare alla deriva. Voi andate a questa missione pieni di riconoscenza a Dio che vi ha scelti per essergli collaboratori nell’opera divina di proporre con il vostro vivere il rinnovamento del mondo nel rapporto umano e umano-divino con Cristo, il quale può essere in noi per farsi travolgente motivo di credibilità: le genti vedendo, crederanno e faranno. Andiamo dunque a questa missione senza peccati gravi nell’anima, affinché la nostra speranza sia la presenza in noi del Cristo vivente, buono, trasformante in noi e con noi il mondo da selvatico in umano, da umano in divino; vale a dire secondo il suo Cuore.

Mi auguro, vi auguro che siate tutti così; cioè pieni dello Spirito Santo e, se sarete tutti così, travolgerete; finirete per gettare sulla terra un’onda che nessuno al mondo potrà più arrestare e le genti cambieranno rotta.

Vi benedico

vostro Don Zeno (8 luglio 1968)