È già trascorso un anno dalla venuta di papa Francesco a Nomadelfia e a Loppiano.

Lungo un itinerario di riscoperta di alcune grandi figure di preti italiani, risultati scomodi durante la loro esistenza terrena, il Santo Padre è venuto nella piccola Nomadelfia per rendere omaggio a don Zeno. La “legge della fraternità”, come aveva twittato, è far esperienza della paternità di Dio che ci impegna a riconoscerci tutti come fratelli. Per questa legge di fraternità don Zeno ha speso tutta la sua vita, perché le relazioni umane potessero trasformarsi in relazioni di fratelli, di uomini che riconoscono nell’altro il volto di Cristo. Ne nasce una società diversa, un popolo nuovo. Papa Francesco ha incontrato questo.

E da Nomadelfia è risuonato forte l’invito alla fraternità universale per un mondo a misura d’uomo. Al di là del nome, Nomadelfia è una “realtà profetica” perché anticipa un mondo migliore per l’uomo. Migliore non perché i Nomadelfi siano persone speciali o più brave di altre, ma perché cercano di mettere il Vangelo alla base delle relazioni interpersonali. E perciò ogni uomo è importante, sia il neonato che l’anziano. Non ci può essere futuro per l’uomo se non c’è attenzione per tutta l’umanità e per tutta l’esistenza umana. Don Zeno ci ricordava che anche un solo uomo che è bistrattato nella sua umanità ci condanna tutti. Le parole e i gesti del Papa hanno portato Nomadelfia nel mondo. Cosa ha significato e cosa significa ad un anno di distanza?

In un mondo che consuma in fretta emozioni positive e negative, per molti è stato solamente uno spazio di speranza. Per altri è stata l’occasione per porsi domande sul senso della vita… E per noi? Noi sentiamo forte l’impegno di dare verità alle parole di papa Francesco, non per farisaicamente essere lodati dagli uomini, ma perché sentiamo di essere i piccoli custodi di una grande proposta. Non abbiamo la forza comunicativa dei grandi mezzi di comunicazione, né la capacità propagandistica del commercio, ma siamo convinti della forza diffusiva del bene. Il bene normalmente non fa notizia, ma la sua potenza comunicativa tocca il cuore dell’uomo.

Papa Francesco ha toccato il cuore di Nomadelfia e noi vogliamo portare a tutti questa buona notizia: sul Vangelo si può vivere una vita buona e bella. Cercheremo di portare questa esperienza dove ci è possibile, ma chi vuole può venire a vedere e toccare con mano. Al di là dei nostri tanti difetti ed errori, siamo un piccolo laboratorio di Dio in cui si tocca con mano la fraternità. È passato un anno, ma non abbiamo dimenticato. La nostra riconoscenza è sempre viva nei confronti di papa Francesco. Grazie.

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