“Cari amici, vi scrivo per invitarvi ad un’iniziativa che ho tanto desiderato: un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un “patto” per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani”.  Questo l’invito di Papa Francesco, pubblicato lo scorso 11 maggio, con cui vengono chiamati a raccolta i giovani che sognano di cambiare il mondo a partire dai rapporti economici. Partire da un luogo emblematico, il luogo in cui un altro Francesco si spogliò per mettersi al servizio degli ultimi e del creato, per iniziare un processo di cambiamento: “Vi chiedo di essere costruttori del mondo, di mettervi al lavoro per un mondo migliore”, perché “finché il nostro sistema economico-sociale produrrà ancora una vittima e ci sarà una sola persona scartata, non ci potrà essere la festa della fraternità universale”. Come direbbe don Zeno: “un’onda di popolo che corre alla fraternità”.

Per capire meglio cosa aspettarci da questo evento, siamo andati a parlare con Maria Gaglione, che sta lavorando all’interno di EdC per portare a compimento l’organizzazione di Economy of Francesco.

1. Maria, anzitutto raccontaci qualcosa su di te: da dove vieni, di cosa ti occupi e come sei arrivata a far parte del comitato organizzativo di questo importantissimo evento.

Premetto che non sono una economista né una imprenditrice, ahimè! Ho 35 anni e sono di Marcianise, un paese in provincia di Caserta. Al liceo amavo la biologia, ero molto affascinata dalla genetica. Così all’università ho studiato Biotecnologie e ho fatto un dottorato in Biotecnologie molecolari. Ho lavorato alcuni anni in un laboratorio universitario di ricerca, occupandomi di sintesi chimica e silenziamento genico. Anni bellissimi, dove ho imparato il valore e il rigore dello studio, e lo sforzo e la gioia del lavoro di gruppo. Da qualche anno ho intrapreso il percorso per diventare insegnante. Al momento sono una supplente precaria in attesa di stabilizzazione.

Nel comitato organizzatore di questo evento sono arrivata grazie all’Economia di Comunione, un progetto internazionale che raccoglie imprenditori, studiosi, cittadini, lavoratori impegnati ai vari livelli a promuovere una prassi ed una cultura economica improntata alla comunione, alla gratuità ed alla reciprocità. L’Economia di Comunione l’ho conosciuta circa due anni fa, durante un corso di Economia Biblica sul libro di Giobbe al Polo Lionello Bonfanti (il primo Polo EdC in Italia che si trova a Figline Incisa Valdarno-Fi). L’EdC ha rappresentato per me un incontro decisivo, mi ha aperto ad un nuovo modo di guardare le relazioni economiche, il lavoro, il progresso e la sfida delle povertà e delle diseguaglianze. Da allora ho introdotto nel “lessico” della mia vita quotidiana parole come dono, gratuità, vocazione e virtù civili, che forse c’erano già da sempre, ma non lo sapevo. Sono diventate parole che ispirano il mio lavoro, i miei impegni, la mia vocazione (o almeno ci provo!). Nel comitato organizzatore per The Economy of Francesco curo, in particolare, la Segreteria Scientifica dell’evento.

2. Potresti spiegarci brevemente cosa aspettarci da questo evento, come state cercando di rispondere alla richiesta del Papa?

The Economy of Francesco è un incontro internazionale rivolto a giovani economisti, imprenditori e change-makers impegnati già nel pensare e praticare un’economia diversa. Con questo invito profetico e urgente arrivato direttamente da Papa Francesco, si vuole avviare con i giovani un processo di cambiamento globale affinché l’economia di oggi e di domani sia più giusta, inclusiva e sostenibile, senza lasciare nessuno indietro. E questo è quello che possiamo aspettarci! L’evento è organizzato da un Comitato (composto dalla Diocesi di Assisi, dal Comune di Assisi, dall’Istituto Serafico di Assisi e da Economia di Comunione) che lavora con spirito di servizio per dare concretezza e assicurare operatività alla preparazione di una iniziativa così importante. Al programma, in particolare, sta lavorando un gruppo internazionale di giovani economisti, imprenditori, artisti ed esperti della comunicazione, insieme al Comitato Scientifico coordinato dal Professore Luigino Bruni. L’organizzazione dell’evento si sta avvalendo anche di numerosi incontri preparatori per accogliere istanze e collaborazioni del mondo accademico e dell’impresa, di movimenti, associazioni e istituzioni internazionali che sentono il desiderio di contribuire alla preparazione dell’evento.

Senza svelare troppo, The Economy of Francesco sarà un incontro con un grande protagonismo del pensiero e delle prassi dei giovani sul fronte dell’economia, ecologia, sviluppo, povertà. Non un congresso tradizionale, ma un processo che si avvia, ad un ritmo lento, che consenta di pensare e domandarsi sulle orme e nei luoghi di San Francesco, cosa significa costruire un’economia nuova o chi sono gli emarginati di oggi. Sarà soprattutto il momento in cui i giovani stringeranno un patto solenne con Papa Francesco, assicurando il proprio impegno per cambiare l’economia. In particolare i giorni del pre-evento, 24 e 25 marzo, vedranno un programma interamente dedicato a 500 giovani di tutto il mondo con laboratori tematici, sessioni di lavoro, momenti artistici e approfondimenti personalinei tanti significativi luoghi della città di Assisi. Un programma che continuerà nei giorni dell’evento, 26-27 marzo, in cui speriamo di accogliere tutti i giovani che hanno risposto alla chiamata del Papa. Economisti e imprenditori di fama internazionale accompagneranno i giovani a vivere e costruire questa esperienza, attraverso sessioni interattive e approfondimenti di storie, progetti, incontri. Il 28 marzo aspettiamo Papa Francesco!

3. Fino ad ora quanti giovani hanno risposto, e in che modo?

La risposta che abbiamo ricevuto è stata straordinaria, sia in termini di numeri raggiunti sia guardando le storie, le motivazioni, le aspettative dei giovani cha ci hanno scritto. Ad oggi abbiamo ricevuto 2444 candidature di giovani under 35 anni, negli ambiti della ricerca, impresa e altri change-makers: giovani che al di là delle differenze di credo e di nazionalità, condividono un ideale di fraternità attento soprattutto ai poveri, agli esclusi, all’ambiente. Sono giovani ricercatori, studenti, dottorandi di ricerca. Imprenditori e manager. Innovatori sociali, operatori di organizzazioni locali ed internazionali. Ci hanno raccontato gli ambiti di impegno e di studio, il quadro teorico e metodologie della loro ricerca, le strategie e i risultati dell’attività e/o dell’azienda che hanno fondato o che dirigono. Si occupano di ambiente, risorse naturali, consumo responsabile e stili di vita, produzione, innovazione, lavoro, finanza, investimenti per lo sviluppo, povertà, uguaglianza e dignità umana, educazione e nuove generazioni, intelligenza artificiale, nuove tecnologie. Ma soprattutto si dichiarano pronti ad impegnare la propria vita in un Patto globale, personale e collettivo, per dare un’anima all’economia di domani. Stanchi di un sistema in cui non si riconoscono, sono portatori di una cultura coraggiosa capace di costruire altri modi di intendere l’economia e il progresso. Desiderosi di combattere la cultura dello scarto, di dare voce a chi non ne ha, di proporre nuovi stili di vita, vogliono essere parte di un processo di cambiamento, ampio e decisivo. Aspettano di vivere questo incontro anche come occasione di confronto e di relazione con giovani di cultura, religione e formazione diverse e sperano di poter condividere l’esperienza di Assisi con le comunità e i paesi da cui provengono.