Nomadelfia, "realtà profetica"

Atteso di buon mattino con trepidazione, concentrato, attento, immagine di una Chiesa premurosa e sollecita. Sobrio nelle parole, ma diretto ed efficace. Papa Francesco si è dimostrato fedele al suo impegno di sostenere ed incoraggiare chi spende la sua vita per gli altri. Per Nomadelfia il dono più grande è arrivato oggi, sull’elicottero atterrato nel campo sportivo e ripartito nel giro di un’ora e mezza. Un tempo sufficiente a darci un incoraggiamento che difficilmente dimenticheremo.

Nomadelfia è una realtà profetica, ha detto il Santo Padre. “Il vostro fondatore si è dedicato con ardore apostolico a preparare il terreno alla semente del Vangelo, affinché potesse portare frutti di vita nuova”. Ha parlato di “segni visibili” e “segni profetici” di un’altra vita, un altro mondo possibile, che Nomadelfia e tanti cristiani nel mondo vogliono vivere fin da ora. “Vi esorto a continuare questo stile i vita, confidando nella forza del Vangelo e dello Spirito Santo, mediante la vostra limpida testimonianza cristiana”.

Il Santo Padre ha voluto sottolineare la nostra familiarità, il sostegno reciproco che si vivono a Nomadelfia, segni di un modello incarnatosi nella concretezza di un linguaggio nuovo.  “Di fronte alle sofferenze di bambini orfani o segnati dal disagio, Don Zeno comprese che l’unico linguaggio che essi comprendevano era quello dell’amore. Pertanto, seppe individuare una peculiare forma di società dove non c’è spazio per l’isolamento o la solitudine, ma vige il principio della collaborazione tra diverse famiglie, dove i membri si riconoscono fratelli nella fede”. Proprio questo linguaggio dell’amore, che abbatte i muri del nostro ego, ci lega in uno “speciale vincolo di consanguineità e di familiarità”, una “consanguineità con Gesù”.

“Continuate su questa strada”, ha ripetuto, “sempre conservando lo spirito di Don Zeno che voleva una Nomadelfia leggera ed essenziale nelle sue strutture”. Ci ha esortato ad una testimonianza gioiosa e serena, ringraziandoci per il calore e la vita di famiglia con cui è stato accolto. Un ringraziamento ribadito anche appena prima di partire, facendo, come è ormai sua abitudine, un piccolo strappo al programma ufficiale. “Questi doni”, ha detto riferendosi ai doni consegnatigli da alcuni ragazzi di Nomadelfia, “vengono dalla famiglia, da qui”, indicandosi il petto, “e questo è importante”. Parole dette con la semplicità e la franchezza di chi ha a cuore ogni singolo gesto, pur dovendo seguire un programma serrato. E Nomadelfia sarà sempre grata a questo Papa arrivato dal cielo come una meteora, per dedicare un incoraggiamento anche a noi, piccola realtà nella sua grande Chiesa della tenerezza.